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Si blocca il rinnovo del contratto della sanità privata, Cisl e Uil: ''Grave e irresponsabile. In Trentino ci sono 2.000 professionisti in attesa di risposte''

Sale la tensione nel comparto della sanità privata e le sigle sindacali sono pronte a scendere in piazza. Pallanch e Varagone: "Sbaglia la Provincia a continuare a implementare i servizi senza chiedere il rispetto dei contratti di lavoro. E' inaccettabile il mancato coinvolgimento della parte sindacale in un settore così delicato. La pazienza è finita da tempo e il 31 agosto sarà l’inizio della mobilitazione"

Pubblicato il - 12 agosto 2020 - 13:34

TRENTO. La mancata ratifica del contratto nazionale è un grave precedente. Sbagliato anche l'allargamento delle convenzioni verso quelle realtà che non rispettano i diritti di lavoratrici e lavoratori del settore", queste le parole di Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Giuseppe Varagone (Uil Fpl), che aggiungono: "Quanto accaduto nell'ambito delle trattative per la definizione del Ccnl Sanità privata Aris Aiop mette in discussione un sistema consolidato di relazioni sindacali".

 

Sale la tensione nel comparto della sanità privata e le sigle sindacali sono pronte a scendere in piazza. "E' un comportamento inaccettabile. Le controparti - aggiungono Cisl Fp e Uil Fpl - alcune settimane fa avevano firmato dopo una lunga trattativa una pre-intesa che oggi cercano irresponsabilmente di cancellare: un rinnovo contrattuale che attendono oltre 100 mila donne e uomini in Italia e 2.000 in Trentino. Operatori e professionisti che si sono messi in gioco in prima linea, come i colleghi del servizio sanitario pubblico, per fronteggiare l'emergenza Covid-19. Oggi viene ancora negato un diritto alla giusta retribuzione".

 

Il contratto è ormai scaduto da 14 anni e dopo 3 anni di trattative si era raggiunta una pre-intesa. Ma c'è una situazione di stallo. "Aris, Aiop e le imprese iscritte - evidenziano Pallanch e Varagone - continuano a registrare grandi profitti con risorse pubbliche ma non hanno certo nessun riguardo nemmeno per i cittadini che dovranno avere servizi sanitari nelle loro strutture e che rischiano di subire i disagi inevitabili delle mobilitazioni e delle proteste verso chi si rifiuta di rinnovare il Ccnl dopo aver raggiunto un accordo. Ci sono anche le rassicurazioni economiche di Ministero, Regioni e Province a coprire parte del costo del rinnovo".

 

I sindacati chiedono un intervento del governo provinciale e di quello nazionale. "Devono intervenire immediatamente per difendere i diritti di lavoratrici e lavoratori. Giudichiamo inaccettabile che la Giunta provinciale abbia allargato la convenzione senza un confronto con le parti sociali. Sbaglia la Provincia a continuare a implementare i servizi senza chiedere il rispetto dei contratti di lavoro. E' inaccettabile il mancato coinvolgimento della parte sindacale in un settore così delicato per le ricadute sui cittadini e sul personale delle strutture. La pazienza è finita da tempo e il 31 agosto sarà l’inizio della mobilitazione. Le parti datoriali e la Provincia si prenderanno le responsabilità degli inevitabili disagi sulla popolazione", concludono Pallanch e Varagone.

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