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Contratto metalmeccanici, dopo la retromarcia dell'autunno scorso forse è la volta buona, solo Fiom-Cgil non firma

Le principali voci del contratto, quali malattia, flessibilità e stipendio sono grossomodo confermate rispetto all'accordo precedentemente disdettato in modo unilaterale dall'Associazione artigiani. Soddisfazione per Fim-Cisl e Uilm-Uil

Di Luca Andreazza - 06 agosto 2017 - 15:57

TRENTO. L'accordo provinciale per l'artigianato metalmeccanico riprende a muoversi. Fim-CislUilm-Uil da un lato, l'Associazione artigiani dall'altro hanno trovato la quadra, unica assente la Fiom-Cgil.

 

La vicenda è abbastanza nota. Il 19 settembre scorso i sindacati e l'Associazione avevano raggiunto un accordo per rinnovare, dopo quindici anni, il contratto di categoria che interessa circa 4 mila persone. Un risultato che sembrava soddisfare tutti gli attori chiamati in causa (Qui articolo).

 

La situazione precipitava però già un mese dopo, quando l'Associazione disdettava in modo unilaterale il contratto e le parti sociali andavano su tutte le furie. Inutile dire che le minacce di ricorrere ai tribunali si sprecavano (Qui articolo).

 

Nel frattempo sono trascorsi quasi dodici mesi e gli scenari sono cambiati, a cominciare dal nuovo timoniere degli artigiani, Marco Segatta per Roberto De Laurentis (Qui articolo).

 

Le parti hanno quindi ripreso i fili del discorso per portare a termine questo accordo. Un tavolo teso che si è risolto nelle ultime 24 ore. "La prima proposta - spiegano Luciano Remorini e Federica Bentivegna, rispettivamente segretario e consigliera di Fim-Cisl, che insieme a Osvaldo Angiolini segretario di Uilm hanno condotto la trattativa - era totalmente irricevibile, una ripartenza quasi da zero. Ci siamo seduti al tavolo, dove c'è stato scontro, anche duro, ma alla fine siamo riusciti a portare a casa un ottimo contratto".

 

E le voci principali, quelle di malattia, flessibilitàsalario e premio mensile, sono confermate, senza dimenticare gli altri aspetti economici e normativi. "Il contratto prevede questi istituti in forma diversa - dicono i sindacati firmatari - ma questo contratto è migliorativo: per esempio il premio mensile è diventato un super-minimo da 40 euro per 13 mensilità e che ha effetti su tutti gli istituti. L'Associazione paga inoltre alle maestranze anche una 'penale' una tantum di 190 euro per la disdetta unilaterale del precedente accordo. Ora aspettiamo il testo per ufficializzare tutto entro fine agosto".

 

L’accordo del 2016 prevedeva la costituzione di un Fondo che si sarebbe occupato di rimborsare alle aziende quanto erogato per il pagamento delle giornate di carenza fatte ai lavoratori. Il fondo sarebbe stato sostenuto tramite un versamento pari al 0,60% della retribuzione previdenziale lorda mensile. Era emerso che il dato preso a riferimento per il calcolo della percentuale era falsato e che l’istituto non era sostenibile.

Nel rinnovo è stato superato il meccanismo previsto e la copertura delle giornate di carenza malattia avverrà nel 2017 attraverso il pagamento di tre giorni di carenza e uno per 1 evento, nel 2018 il pagamento di quattro giorni di carenza e tre eventi e nel 2019 un tavolo paritetico farà una valutazione del utilizzo dello strumento che se avrà prodotto degli effetti positivi potrà essere incrementato fino ad un massimo di sei giornate su tre eventi.

 

Viene aumentata la percentuale da versare a Laborfonds a carico dell’azienda portandola dal 1% al 1,2%, non previsto nell’accordo precedente.

 

Assente, e forse anche un po' sorpresa da questa improvvisa accelerazione, la Fiom-Cgil che non si è presentata al tavolo. "Non faremo valutazioni di merito - spiega Franco Ianeselli e Manuela Terragnolo, rispettivamente segretario generale di Cgil e Fiom - prima di conoscere i testi. Non sappiamo se e quanto le azioni legali della Fiom abbiano costretto le altre parti a migliorare le previsioni inaccettabili finora prospettate".

 

Resta il fatto che un nuovo accordo - per avere efficacia e valore generale - dovrà avere anche la firma della Fiom. "In caso contrario - conclude Ianeselli - per tutti i lavoratori aderenti alla Fiom continuerà a valere l'accordo del 2016. A partire dai prossimi giorni il sindacato, dunque, si muoverà anche per verificare, azienda per azienda, che il contratto sia stato e sia correttamente applicato. La Fiom è pronta ad agire in tutte le sedi per rivendicare la piena applicazione dell'accordo".

 

 

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