La trattativa Autonomie locali non decolla, Cgil e Cisl: "Se alla Fenalt i soldi bastano, non si può dire lo stesso per i lavoratori"
I sindacali confederali hanno chiesto maggiori dati all'Apran, prima di sedersi intorno al tavolo: richiesta però non esaudita. Giuseppe Pallanch e Giampaolo Mastrogiuseppe: "Restiamo stupiti di questo attacco targato Fenalt ai sindacati confederali. Una posizione davvero incomprensibile"

TRENTO. La contrattazione per le autonomie locali non decolla e l'aria è tesa in Apran tra Provincia e parti sociali, così come tra Fenalt da una parte e Fp Cgil e Cisl Fp dall'altra. "Non parteciperemo alla trattativa - affermano Giuseppe Pallanch e Giampaolo Mastrogiuseppe, rispettivamente segretari di Cisl e Cgil - senza aver ricevuto i dati e diffidiamo la parte datoriale ad assumere qualsiasi decisione senza aver al tavolo la maggioranza, in termini di rappresentatività, dei sindacati del comparto".
Cgil e Cisl avevano chiesto, come requisito per sedersi al tavolo e iniziare la trattativa, la quantificazione dei costi per pagare una quinta fascia retributiva ai dipendenti che avrebbero diritto. Una richiesta avanzata anche attraverso una lettera il 21 luglio scorso, alla quale però pochi giorni dopo Apran aveva risposto che non era ancora possibile fornire questi dati.
A rompere però il fronte è intervenuta la Fenalt ("I soldi sono quelli, non ci sono risorse aggiuntive e bisogna farsi bastare quanto c'è a disposizione"), accorsa in soccorso della parte datoriale: "Restiamo stupiti - dicono i due sindacati - di questo attacco targato Fenalt ai sindacati confederali. Una posizione davvero incomprensibile".
Un situazione, per Cgil e Cisl, che suona come una presa in giro: "Da una parte il datore di lavoro - spiegano i segretari - vuol farci credere di non sapere come sono inquadrati i dipendenti, gli anni di anzianità e i soldi a disposizione. Non abbiamo abbandonato il tavolo, ma non siamo disposti a scendere a compromessi: da quattro mesi attendiamo i numeri e le risorse aggiuntive per istituire un passaggio importante per garantire il riconoscimento della qualità e della professionalità dei lavoratori".
La Cisl Fp e la Fp Cgil chiedono che parte dei 120 milioni di risparmi ricavati dall'assestamento di bilancio vengano utilizzati per migliorare le condizioni di lavoro dei dipendenti: "Se non si investe sul capitale umano - aggiungono i sindacati - si azzera la produttività".
Ma le risorse in campo non sono l'unica criticità evidenziata dai sindacati: "Serve maggior attenzione - proseguono i sindacati - è necessario sbloccare il turn over per dare ossigeno ai servizi della pubblica amministrazione, altrimenti si mette a rischio la qualità dei servizi erogati. La situazione è grave, soprattutto in certi settori, come quelle Apsp".
"Rilanciare la pubblica amministrazione - concludono Pallanch e Mastrogiuseppe può essere un volano per il Trentino: il troppo rigore può impedire la crescita. Migliorare le condizioni di lavoro nelle autonomie locali è il vero motore dei servizi e del welfare provinciale".












