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Seven, contratto integrativo rinnovato, ma la Cisl lancia l'allarme: "L'impegno negoziale del sindacato non viene considerato dai lavoratori"

La Fisascat Cisl è riuscita a confermare la parte economica, migliorando quella normativa. Le lavoratrici e i lavoratori in forza alla Seven (Gruppo Poli) sono circa 160. Fabio Bertolissi: "Siamo sorpresi, si registra un esiguo numero di lavoratori sindacalizzati, mentre è sempre più elevato il numero di disdette delle quote di servizio contrattuale"

Di Luca Andreazza - 07 giugno 2017 - 15:53

TRENTO. La Fisascat Cisl del Trentino ha raggiunto l'accordo per il rinnovo del contratto integrativo della Seven, società del Gruppo Poli che gestisce i servizi amministrativi e informatici per l'intera compagine aziendale di oltre 1.400 lavoratori, oltre alla conduzione di un punto vendita alimentare all'ingrosso (ex C+C Italmarket) e un complesso di magazzini in via Alto Adige.

 

"Il rinnovo del contratto integrativo aziendale per il triennio 2017-2019 - spiega Fabio Bertolissi, segretario della Fisascat Cisl - è un importante risultato raggiunto dopo diversi incontri e tante assemblee dei lavoratori".

Le lavoratrici e i lavoratori in forza alla Seven sono circa 160, centoventi dei quali sono impiegati nei servizi amministrativi.

 

"Rinnovare oggi un contratto - aggiunge il segretario - che eroga alcune significative quote di retribuzione integrativa all'accordo nazionale e che garantisce maggiori diritti e tutele alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti. Anche se si tratta di un accordo conservativo, analizzando la delicata e complessa fase che sta attraversando il comparto della distribuzione alimentare, questo deve e può essere considerato un buon punto di arrivo".

 

La conservazione delle quote di retribuzione integrativa stabilisce infatti che, potenzialmente, i premi possono raggiungere alcune migliaia di euro pro capite all'anno.

 

"Oltre a questo - prosegue la Cisl - gli elementi normativi migliorativi del contratto nazionale, come l'introduzione del concetto di convivente a prescindere dal sesso in funzione della concessione di benefici quali congedi, permessi e assistenza disabili, permessi per visite specialistiche dei figli, anticipazione Tfr, aspettativa post maternità, oppure il diritto allo studio, rappresentano certamente un buon risultato".

 

Non manca però una nota amara tra le fila del sindacato: "Siamo sorpresi - confessa Bertolissi - dalla grave disaffezione che si registra fra i lavoratori e le lavoratrici, i quali non riconoscono il valore e i risultati dell'attività di contrattazione. Il sindacato viene criticato o non considerato, ma intanto si gode dei benefici che derivano dall'attività di contrattazione con la controparte datoriale. I lavoratori hanno purtroppo dimenticato che il sindacato è anche loro".

 

La dimostrazione sarebbe infatti che alla Seven si registra un esiguo numero di lavoratori sindacalizzati, mentre è sempre più elevato il numero di disdette delle quote di servizio contrattuale. 

 

"Un contributo - dice il sindacalista - di 30 euro annui a fronte delle migliaia di euro ottenute grazie anche all'attività del sindacato. La scarsa consapevolezza diffusa tra i lavoratori, i cosiddetti 'colletti bianchi', i quali molte volte godono dei benefici raggiunti grazie all'intraprendenza dei colleghi commessi o magazzinieri, è un fenomeno allarmante per la nostra organizzazione sindacale".

 

Una considerazione finale riguarda anche il tentativo, fallito, di estendere alcuni elementi migliorativi, come il premio di fedeltà aziendale, presenti nel contratto integrativo della Supermercati Poli: "Al tavolo di trattativa - conclude Bertolissi - non è stato purtroppo possibile equiparare i lavoratori della Seven ai colleghi che operano nei supermercati e non capiamo questa scelta aziendale.

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