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Anno di sfide per il vino, ma Cavit tiene (bene Altemasi e Cesarini Sforza). Negli Usa cambiano i gusti e frena il mercato: ora vanno Spirits, Ready to Drink e Hard Seltzer

L’esercizio 2022–2023 è stato caratterizzato da importanti aumenti del costo dei materiali di confezionamento (in particolare i vetri) e dell’energia, solo parzialmente recuperati da aumenti di listino, con conseguente riduzione dei margini disponibili. Il bilancio consolidato del Gruppo sale, comunque, a 267,1 milioni di euro, in leggero incremento (+0,9%) rispetto all’esercizio precedente

Pubblicato il - 28 novembre 2023 - 17:08

RIVA DEL GARDA. Un anno di sfide e difficoltà ma comunque il Gruppo Cavit è riuscito a chiudere con un leggero incremento (+0,9%) rispetto all'esercizio precedente. Questo il dato principale emerso dall'assemblea annuale dei soci Cavit tenutasi oggi al Centro congressi di Riva del Garda (cui ha preso parte anche Carlo Cottarelli che ha offerto un quadro macro-economico aggiornato sulle tendenze socio-economiche dominanti). Durante la seduta è stato ratificato il bilancio consolidato del Gruppo relativo all'esercizio 2022–2023, chiuso a maggio 2023.

 

Il settore vitivinicolo ha affrontato nell'ultimo anno importanti sfide, in uno scenario di incertezza economica globale, dominato da un marcato incremento dei costi operativi e da una fiammata inflazionistica che non si verificava da oltre un decennio. In questo contesto, il Gruppo Cavit ha mantenuto la propria solidità finanziaria e la capacità di preservare una corretta remunerazione ai Soci conferitori, assicurando liquidazioni conformi ai valori pre-Covid, a fronte di forti aumenti degli oneri di gestione.

 

L’esercizio 2022–2023 è stato caratterizzato, infatti, da importanti aumenti del costo dei materiali di confezionamento (in particolare i vetri) e dell’energia, solo parzialmente recuperati da aumenti di listino, con conseguente riduzione dei margini disponibili. Il bilancio consolidato del Gruppo sale, comunque, a 267,1 milioni di euro, in leggero incremento (+0,9%) rispetto all’esercizio precedente: segnale di continuità e stabilità che sottolinea l’efficacia delle politiche di diversificazione per linee di prodotto, canali di vendita e aree geografiche, nonché la validità di un approccio che pone al centro sostenibilità e innovazione.

 

Per quanto riguarda i risultati della capogruppo Cavit Sc, dopo l’eccezionalità dell’esercizio 2020-2021 (che aveva segnato un’impennata del +20% rispetto all'anno precedente durante il lockdown), il fatturato - come previsto in sede di budget - ha registrato una contenuta contrazione (-1,9%) rispetto all’esercizio precedente. Risultati che rimangono comunque nettamente superiori al periodo pre-pandemia (+14% rispetto all’esercizio 2019-2020). Prosegue con successo il trend positivo delle linee di spumantistica del Gruppo, con risultati soddisfacenti per il brand premium Altemasi Trentodoc, e una crescita sostenuta per Cesarini Sforza Spumanti e Kessler Sekt, che hanno tutti beneficiato del ritorno dei consumi fuori casa, del buon andamento del comparto spumantistico e, nel caso di Cesarini Sforza, dell’allargamento distributivo ottenuto grazie al supporto della controllante. 

 

Il patrimonio netto del Gruppo è in costante crescita e si attesta su 113,5 milioni di euro, confermando la solida patrimonializzazione di Cavit. Anche la posizione finanziaria netta del Gruppo resta ampiamente positiva, con 24,5 milioni di euro, al di sopra del dato pre-covid (esercizio 2019/2020), cui ha seguito il biennio di notevole incremento di fatturato 20/21 (+ 20%), realizzato dalla capogruppo Cavit, dato confermato nell’esercizio successivo, che ha incrementato la consistenza della PFN nel biennio precedente.

 

L’export continua a rappresentare più del 76% del giro d’affari del Gruppo, pur in un contesto che in tutti i principali Paesi importatori ha registrato un calo generalizzato della domanda. In particolare, in Nord America - che rappresenta il più importante mercato di consumo del vino al mondo e il principale mercato di sbocco per Cavit – la contrazione dei consumi di vino sta progressivamente assumendo carattere strutturale per effetto dei mutati gusti e stili di consumo delle nuove generazioni, che mostrano una progressiva disaffezione preferendo altre tipologie di prodotti quali Spirits, Ready to Drink e nuove tipologie quali gli Hard Seltzer.

 

Negli Stati Uniti, come già lo scorso anno, il marchio Cavit ha continuato a reagire meglio del mercato, con con un +1,9% a valore rispetto alla media di mercato del -1,9% (fonte: dati Nielsen), confermando ulteriormente la propria posizione di leadership con il vitigno Pinot Grigio. Il rallentamento dei consumi di vino si conferma anche sui mercati Europei, dove l’inflazione sostenuta e l’aumento dei tassi di interesse che hanno drenato la capacità di spesa dei consumatori. Regno Unito, Germania e Olanda continuano a guidare la classifica dei paesi di sbocco del vecchio continente per Cavit, che presidia tutti i canali, sia grande distribuzione che Horeca.

 

Nei paesi Asiatici il debole segnale di ripresa registrato ad inizio 2023 è stato vanificato dalla congiuntura internazionale negativa, in mercati come il Giappone e la Corea del Sud. Nota a parte merita il mercato cinese che continua il trend negativo degli ultimi anni, senza segnali di controtendenza nel breve periodo. In Italia, secondo mercato di sbocco per il Gruppo Cavit dopo gli Stati Uniti, la fedeltà al marchio e la qualità dei prodotti hanno consentito il mantenimento delle posizioni per un giro d’affari complessivo che continua a rappresentare il 24% del consolidato.

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