"Perché sono caduti? Erano attrezzati adeguatamente?", in due muoiono sulla nord del Monviso, i soccorritori: "Se ne sono andati tentando un'ascensione prestigiosa"
La riflessione dei soccorritori in seguito alla tragedia: "Perché sono caduti? Da dove? Erano attrezzati in maniera adeguata? Erano preparati per quella salita? Non sappiamo rispondere a queste domande, possiamo solo dire che ieri una coppia di alpinisti è precipitata mentre cercava di realizzare una ascensione prestigiosa"

MONVISO. "Oggi è uno di quei giorni in cui ti chiedi - e ti chiedono - "perché?'". A parlare, in un post pubblicato sui social, sono i tecnici del Soccorso alpino Piemonte, che nelle scorse ore hanno voluto condividere una riflessione in seguito alla morte di due alpinisti sul Monviso (QUI ARTICOLO).
L'allerta era scattata attorno alle 22 del 10 giugno, in seguito al mancato rientro mancato rientro dei due alpinisti partiti per scalare la parete nord del Monviso lungo il Canale Coolidge. Erano partiti lunedì mattina da Pian del Re, sopra Crissolo, in valle Po, dove era stata ritrovata la loro auto.
"L'automobile - ribadiscono i soccorritori - era parcheggiata al Pian del Re. Al rifugio Quintino Sella non avevano visto nessuno e nessuno rispondeva alla radio di emergenza del bivacco Boarelli. Alle prime luci dell'alba si è quindi alzato in volo l'elicottero del Servizio regionale di elisoccorso".
Due squadre sono state sbarcate al bivacco Andreotti e in cima al Viso, ma dei due sembrava non esserci traccia: "Si è deciso di perlustrare il bivacco Villata, in fase di avvicinamento i corpi sono comparsi un po' più in alto dove si è arrestata la caduta. Ma perché sono caduti? Da dove? Erano attrezzati in maniera adeguata? Erano preparati per quella salita?", chiedono i soccorritori.
"Non sappiamo rispondere a queste domande - concludono - possiamo solo dire che ieri una coppia di alpinisti è precipitata mentre cercava di realizzare una ascensione prestigiosa. Possano riposare in pace".













