Crollo del palco per il concerto di Elisa: “Poteva esserci ognuno di noi, chi lavora è visto come l’ultima ruota di scorta”, la rabbia delle Maestranze dello spettacolo
Dopo il crollo della copertura del palco dalle Maestranze dello spettacolo il primo pensiero va a Gianluca e Nicholas, i due lavoratori coinvolti nell’incidente: “Loro sono le vittime di questo evento terribile e al posto loro avrebbe potuto esserci chiunque di noi”

BASSANO DEL GRAPPA. Partiamo dai fatti. Erano da poco passate le 13 di ieri, 27 giugno, quando nel parco Ragazzi del 99 a Bassano del Grappa si è udito un grande tonfo. All’interno dello spazio verde si stava costruendo il palco per il concerto di Elisa del prossimo 28 giugno quando la copertura si è incrinata ed è crollata, travolgendo due addetti all’allestimento della struttura.
Fortunatamente i due lavoratori non sono in pericolo di vita (benché uno di loro abbia riportato diverse fratture) ma le conseguenze avrebbero potuto essere peggiori, infatti quando la copertura è crollata la maggior parte degli addetti era in pausa pranzo. Sul posto sono arrivati sanitari, vigili del fuoco e gli ispettori del lavoro mentre l’esibizione è stata rimandata al 3 agosto.
“Non vogliamo esprimere alcun giudizio su questo episodio, sarebbe prematuro e inutile” scrivono in una nota affidata ai social le Maestranze dello spettacolo del Veneto, cioè l’organizzazione che porta avanti le istanze dei lavoratori di questo settore troppo spesso bistrattato. “Non vogliamo esprimere giudizi perché, abbiamo tutti consapevolezza di molte dinamiche legate a quanto è accaduto e alle realtà coinvolte, ma sono le indagini a dover fornire dati, numeri e certezze”.
Un pensiero però va a Gianluca e Nicholas, i due lavoratori coinvolti nell’incidente. “Loro sono le vittime di questo evento terribile e al posto loro avrebbe potuto esserci chiunque di noi. Quel che è accaduto descrive un sistema profondamente sbagliato che vede in chi lavora sempre l’ultima ruota di scorta, sempre invisibile, sempre spendibile, sempre sacrificabile nel nome del profitto”.
Secondo le Maestranze dello spettacolo ciò che è accaduto è anche la “cartina tornasole” dello stato in cui versa il settore: “Si sono avverate tutte le peggiori previsioni fatte a inizio pandemia”. Da sempre questi lavoratori sono poco tutelati e gli incidenti, anche mortali, purtroppo non sono una novità. “È assolutamente necessario continuare a lottare e impegnarci per creare il cambiamento di cui abbiamo bisogno”, conclude la nota degli attivisti.













