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In Siberia la ''casa - laboratorio'' made in Trentino per il futuro. E' stata fatta in 9 giorni e ha delle funzionalità che la fanno diventare come un grande thermos

L'obiettivo è quello di studiare la casa del futuro. Nell'edificio realizzato in Siberia, dove andrà ora ad abitare una famiglia, sarà monitorato 24 ore su 24. E' frutto dell'impegno congiunto tra il sistema trentino di Ricerca a cui partecipano Fondazione Bruno Kessler, Università degli Studi di Trento, Cogi Srl e Altai State Technical University di Barnaul in Russia.

Pubblicato il - 10 ottobre 2019 - 13:38

TRENTO. Al momento viene considerata una sorta di “casa – laboratorio” ma quella costruita in Siberia e “made in Trentino” potrà diventare la casa del futuro. Stiamo parlando del progetto “IsolMax” che ora è diventato realtà grazie ad un impegno congiunto tra il sistema trentino di Ricerca a cui partecipano Fondazione Bruno Kessler, Università degli Studi di TrentoCogi Srl e Altai State Technical University di Barnaul in Russia.

La casa è stata costruita in Siberia perché l'obiettivo è quella di valutarne le capacità e la resistenza in situazioni climatiche estreme. Tante le particolarità a partire dal fatto che è stata realizzata praticamente a mano senza l'utilizzo di gru o altri macchinari particolari, in appena nove giorni di lavoro seguendo il modello costruttivo steelMAX® di Cogi che permette di sviluppare edifici abitativi “a secco”, con la parte strutturale portante in metallo.

 

Ora la casa è pronta ad accogliere gli inquilini che la abiteranno per i cinque anni di sperimentazione e a fornire ai sensori sviluppati da FBK quelle informazioni che i ricercatori dovranno analizzare e tradurre in linee guida progettuali per costruire la casa del futuro.

L’edificio realizzato dai tecnici russi ed italiani misura 80 metri quadri e ospiterà una coppia con un figlio piccolo che nei prossimi giorni andranno ad abitarlo. L’impiantistica complessa e l’installazione di sensori e sistemi di monitoraggio hanno richiesto più tempo: riscaldamento a pavimento, sistema di ventilazione, di scambio e di recupero dell’aria fanno della casa un grande thermos, i sensori della Fondazione Bruno Kessler la rendono “smart” e monitorata 24 ore su 24.

 

L'abitazione sarà quindi perennemente monitorata in condizioni climatiche severe a causa delle situazioni estreme e fortemente variabili nel corso dell’anno visto che si passa dai -40 gradi in inverno ai +37 gradi in estate.

 

E' stata fatta molta attenzione ad una corretta scelta e posa in opera di materiali ed elementi costruttivi più efficienti, alle migliori soluzioni tecniche e progettuali per assicurare elevate prestazioni di risparmio energetico, fino al comfort abitativo e alla durabilità della struttura edilizia.

“I colleghi russi sono rimasti piacevolmente sorpresi dal nostro modo di lavorare e dalle nostre competenze – le parole di Andrea Tomasi, che ha seguito il progetto per la Fondazione Bruno Kessler -. Hanno apprezzato molto come è stata condotta l’intera filiera progettuale e costruttiva e ci è stato chiesto di partecipare ad altre attività e sviluppare nuove ricerche".

 

L’obiettivo della ricerca e del gruppo di lavoro, come detto, è arrivare a individuare la migliore soluzione per costruire una casa intelligente, energeticamente efficiente e a basso impatto ambientale, ma anche garantire un elevato livello di comfort alle persone che la abitano. Questo progetto, inoltre, permetterà di riportare sul territorio trentino quelle competenze fondamentali per aumentare la competitività del sistema edilizio locale nel mercato delle costruzioni edili.

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