IL VIDEO. Lupi. L'approccio della femmina, il 'no' chiaro del maschio: tra piloerezione e vocalizzi, l'interazione di una coppia riproduttiva
Le immagini, catturate a fine novembre sull'Appennino parmense, sono state condivise sui social dagli esperti dell'associazione Io non ho paura del lupo, che hanno fornito la spiegazione dei comportamenti mostrati.
“Questo – scrivono gli esperti nel commentare la scena – è il video integrale di una sequenza davvero rara, registrata su un sito di marcatura ricorrente: un punto 'strategico' che viene visitato nel tempo da più nuclei riproduttivi e dove la comunicazione dei lupi passa soprattutto attraverso la chimica, cioè gli odori. Il filmato si apre con l’arrivo della coppia che frequenta da mesi questo sito. La vediamo ispezionare con attenzione e poi marcare. Attraverso urine, feci e raspate, un sito di marcatura diventa una sorta di bacheca del territorio, che serve a comunicare presenza e territorialità, ma anche a ridurre la probabilità di incontri diretti con conspecifici estranei al proprio nucleo familiare. Le marcature portano con sé moltissime informazioni: chi è passato, quanto è recente il segnale e spesso indizi sull’identità e sullo stato dell’individuo
A circa due ore di distanza, sullo stesso punto arriva il branco del Mirtillo con due dei cuccioli dell’anno al seguito. Anche loro ispezionano e marcano. Questo passaggio, oltre a essere importante per la dinamica territoriale, è una piccola 'palestra di vita' per i giovani: in posti come questo i cuccioli osservano, annusano, si soffermano, e imparano dove e come la famiglia 'scrive' e 'legge' il territorio. Il cuore del video, però, è l’interazione tra la femmina e il maschio della coppia riproduttiva del Mirtillo, subito dopo l’ispezione e la marcatura. Qui la comunicazione cambia canale: dal territorio (odori) si passa alla relazione (posture, tempi, contatto fisico e vocalizzi). La femmina approccia con molta insistenza il maschio: cerca una risposta, prova ad 'attivare' il compagno con tocchi ripetuti della zampa, contatto ravvicinato, fino ad arrivare a ripetuti urti con anca/posteriore, un invito fisico diretto.
Il maschio, invece, sembra orientato su un’altra priorità: resta più vigile e attento al contesto. Risponde con segnali brevi ma netti, mette un confine con postura e attivazione evidente e mostra piloerezione: il pelo che si rizza (soprattutto su collo, dorso e groppa) per effetto dell’attivazione del sistema nervoso. Nel lupo la piloerezione non 'vuol dire aggressione' di per sé. È un indicatore di alta attivazione emotiva e fisiologica, che può comparire in situazioni di tensione, incertezza, allerta, eccitazione o conflitto. In pratica segnala che l’animale è molto 'carico' e pronto a reagire; spesso rende anche il profilo più grande e visibile, aumentando l’impatto del segnale posturale. Il significato preciso dipende sempre dal resto del contesto: posture, distanza, direzione dello sguardo, vocalizzazioni e comportamento successivo. Nel video, infatti, la piloerezione del maschio arriva insieme a una vocalizzazione breve e a una postura molto chiara: è un 'no' alle sollecitazioni della femmina. Subito dopo si pianta, fermo e alto sugli arti, con anteriori ben aperte, coda eretta e naso a mezz’aria, come per intercettare meglio ciò che arriva dall’ambiente e rimanere centrato su quello che sta succedendo attorno. La femmina, in certi passaggi, mostra a sua volta una lieve piloerezione: un segnale che il livello di attivazione è alto e che la scena, per entrambi, non è neutra.
Nonostante l’insistenza della femmina, non si arriva a un’escalation: il maschio comunica un limite, la femmina lo recepisce e, in pochi secondi, l’interazione rientra. Poco dopo il branco si allontana con calma dal sito. La nostra ipotesi è che la marcatura recente dell’altra coppia abbia alzato il livello di attenzione e reattività di entrambi, e che il maschio fosse particolarmente 'sintonizzato' sul contesto, come se fosse più concentrato a monitorare e a leggere ciò che c’era attorno (e ciò che poteva arrivare) piuttosto che a rispondere alle richieste della femmina. In questa cornice, lei potrebbe aver cercato di stimolarlo a ri-attivarsi sul sito, ad esempio marcando ulteriormente o coordinando un’azione. Ma lui, almeno in quel momento, fa capire chiaramente che non vuole attivarsi e mantiene il focus sull’ambiente. Questo breve frammento di vita e interazioni mostra quanto il linguaggio dei lupi sia complesso e strutturato, fatto di odori, posture, tempi, contatto fisico e vocalizzi. Per noi è un documento prezioso perché apre una finestra sulle loro vite, ma ci riporta anche con i piedi per terra: cosa volessero 'dirsi' esattamente, non lo sapremo mai con certezza. Ed è anche questo, insieme a tutto il resto, che ci fa continuare a cercare, osservare, studiare”.





















































