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| 25/09/2023 | 12:09

IL VIDEO. Centrale Fies, tre giorni per mettere in scena la cura e l'amore

Dro, 25 set. (askanews) - Tre giorni di spettacoli, performance e anche di corpi. Tre giorni per parlare di cosa significa prendersi cura e di come le pratiche performative contemporanee lo possono mettere in pratica. Centrale Fies a Dro, in Trentino, ha ospitato nella ex centrale elettrica, oggi centro di ricerca artistico, il programma di "Enduring Love", con artisti come Alessandro Sciarroni, Marco D'Agostin, CollettivO CineticO, Mali Weil o Emilia Verginelli."Questa tre giorni di programmazione - ha detto ad askanews Elisa Di Liberato di Centrale Fies - consente a noi e al pubblico di approfondire queste diverse forme di cura, di curatela, di progettazione e di interscambio con le artiste e gli artisti. Tutto quello che è l'azione performativa è in realtà un momento di conoscenza condiviso molto più ampio che dà delle opportunità molto più ampie di conoscenza e di esplorazione del contemporaneo". Tra gli artisti che hanno preso parte a "Enduring Love" anche Giulia Crispiani, che ha portato in scena il suo testo "Inevitabile". "L'inevitabilità - ci ha detto l'artista e scrittrice - è intesa appunto come questo incontrarsi nella vita e quando ci si incontra si capisce che tutta la vita precedente era un po' in preparazione a questo incontro e quindi è un testo che parla d'amore ed è un testo che parla di restare dentro un amore".Parola difficile, amore; parola che gli artisti arrivati in Trentino per questo nuovo capitolo della programmazione di Centrale Fies hanno affrontato attraverso pratiche diverse e molteplici. "Tutto il modo in cui mi azzardo a parlare d'amore, che poi è solo ovviamente è sempre un tentativo non è mai una scrittura esaustiva - ha aggiunto Giulia Crispiani - è tramite il corpo, tramite il sensibile, diciamo, quello che passa e sente il corpo e che tenta di descrivere attraverso le immagini".L'altra parola chiave per questo "Enduring Love" è proprio corpo, che si fa danza, che si fa collettivo, che si fa storie che si inseguono e si intrecciano. Che si fa presenza e affermazione, anche, anzi soprattutto, al tempo dell'immaterialità digitale dominante.

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