IL VIDEO. Il terribile momento dell'incidente di Federica Brignone. Il ginocchio si gira e gli sci non si staccano
Sono immagini terribili che mostrano il gravissimo infortunino patito dalla campionessa azzurra due giorni fa in Val di Fassa durante i campionati italiani. Dopo la porta la campionessa del mondo perde il controllo degli sci che non si staccano e la gamba si gira, letteralmente. Rotti tibia, perone e il crociato anteriore. Sulla questione è intervenuto il presidente della Fisi Flavio Roda: “Non si può trasformare la montagna in uno stadio di calcio”. Ha detto dopo gli attacchi portati, in maggioranza, dai cittadini sui social, come spesso accade dopo un incidente sulle piste da sci. Il copione è sempre lo stesso: un atleta cade e si fa male ed ecco che piovono critiche sulle piste che non sarebbero sicure, sul fatto che non si abbastanza per garantire l’incolumità degli atleti, e via discorrendo. “In realtà – risponde Roda -, si è fatto moltissimo per garantire la massima sicurezza sulle piste da sci, in particolar modo su quelle dove si disputano le gare. Sia a livello internazionale, che nazionale, le piste sono preparate da professionisti che non lasciano niente al caso. La cura del fondo, del manto, la barratura della neve, quando è necessaria, le reti di sicurezza, che si sono moltiplicate negli anni e che tante volte hanno evitato agli atleti danni ben più grossi di quelli che sono capitati. Poi si è lavorato sugli atleti, che sono preparati fisicamente, ormai, in modo altamente professionale. Sono dotati di airbag, uno strumento che salvaguarda in particolare schiena e collo. Si usano le tute antitaglio, per limitare le ferite provocate dagli sci. Si è fatto molto, e si continuerà a fare sempre di più. Ma bisogna avere presente che si tratta di sport outdoor, che si fanno in un ambiente naturale, che per sua definizione non è liscio come un manto d’erba in uno stadio di calcio, ma presenta irregolarità e imperfezioni. E’ uno sport che prevede la lotta contro il cronometro, e quindi velocità, e la velocità non è del tutto controllabile. Voglio dire – prosegue Roda -, che per quanto si sia fatto in materia di sicurezza, un margine di rischio in questo sport ci sarà sempre”.
































































