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| 05/05/2023 | 20:05

IL VIDEO. Torinodanza 2023, il contemporaneo nello specchio del classico

Torino, 5 mag. (askanews) - Trentatre spettacoli, quattro prime nazionali e un'anteprima, quindici compagnie provenienti da otto Paesi: è stata presentata l'edizione 2023 di Torinodanza, il festival di danza contemporanea realizzato dal Teatro Stabile di Torino e diretto da Anna Cremonini, che ha voluto sottolineare, fin dal manifesto, la relazione tra le produzioni più d'avanguardia e la tradizione classica."La danza contemporanea - ha detto la direttrice ad askanews - comunque si avvale nella stragrande maggioranza dei casi di danzatori che hanno una formazione tecnica classica molto accentuata, ma questo non impedisce di creare un linguaggio contemporaneo. È vero, la coreografia contemporanea non si basa solo sui fondamenti della danza classica, ma spazia attraverso qualsiasi tipo di forma di ricerca, di movimento e di linguaggio, però un rapporto con l'origine e la tradizione lo ha, ed è molto forte".Questo rapporto, che in fondo sta alla base di tutta la cultura contemporanea più consapevole, verrà esplorato dal festival torinese con il lavoro di artisti come Peeping Tom, Oona Doherty, la Sydney Dance Company o il Ballet du Grand Thé tre du Genève. Ma anche con attenzione alla scena italiana, con le presenze di Silvia Gribaudi o Francesca Pennini. Con una serie di spettacoli che intrecciano gli approcci e le esperienze, provando a superare steccati e distinzioni, sotto il bellissimo titolo di "Dance me to the end of Love"."Secondo me è un problema abbastanza irrisolto soprattutto nel nostro Paese - ha aggiunto Anna Cremonini - dove il classico è patrimonio del repertorio lirico-sinfonico, mentre la danza contemporanea sta altrove: nei festival nelle programmazioni dei teatri... Invece le due cose sono legate, si guardano l'un l'altra, si nutrono l'un l'altra. Perché anche l'evoluzione della danza classica si è nutrita di grandi innovazioni nella sua storia".Torinodanza 2023 si terrà dal 14 settembre al 25 ottobre e cercherà di fotografare idee e tumulti che agitano il nostro presente esplorando sia i modi in cui si formano i nuovi immaginari culturali sia il bisogno di armonia e di condivisione, usando il corpo come "antenna" per intercettare e descrivere gli interrogativi e le possibili opportunità che abbiamo di fronte.

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