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| 23/05/2024 | 11:05

IL VIDEO. In anteprima il video di "Secondo Me(lis)" di Davide Melis

Milano, 23 mag. (askanews) - In anteprima il video di "Secondo Me(lis)" il singolo tratto dall'omonimo secondo album di Davide Melis. Anticipato dai brani "Luna Park" (ft. Edoardo Bruni), "Generazione Covid", "Molte multe" e "Miracolo vivente", rappresenta una tappa importante nel percorso artistico del cantautore già vincitore del premio Lucio Battisti per la canzone d'autore di Molteno ed autore di altri originali brani legati a temi di attualità o del sociale ("La Terra della Pace", "La Crisi" e i già citati "Generazione Covid" e "Molte Multe").Un lavoro che ha richiesto una "gestazione pluriennale quasi elefantiaca" ed è un tutt'uno con il nuovo Davide Melis: un cantastorie, come ama definirsi, che sin dal "titolo dell'Album" passando dalla copertina e giù, in fondo ad ogni sillaba di questa "Opera", vuole esprimere senza mezze misure il proprio modo d'essere e di vedere le cose della vita, esattamente e precisamente "Secondo Me(lis)", titolo della stessa traccia che accompagna l'uscita dell'album e che rappresenta, grazie anche al "potente" videoclip realizzato dal talentuoso videomaker e regista Matteo Sambero, una perfetta sintesi di quanto l'intero album esprime."Secondo Me(lis)" è un brano che, attraverso un testo in tre lingue (italiano, inglese e latino), apparentemente semplice e lineare, critica in maniera del tutto apolitica e trasversale la "politica globale", toccando tra ironia, sarcasmo, rabbia e una punta di isteria da ansia pre-apocalittica, diversi temi non tanto nell'intento di fornire soluzioni, ma nella speranza di stimolare riflessioni. Una ballata "epic rock" che unisce coraggiosamente diversi generi: dalle sonorità tipiche dell'elettronica, al rock, alla musica classica passando dall'intenso contributo di cori dal vivo e slogan di piazza, registrati live durante alcune manifestazioni di protesta contro il cambiamento climatico.Il videoclip è un tutt'uno con il brano e riesce a rappresentare visivamente quello che il testo cela tra le righe, favorendone la lettura e l'interpretazione nei diversi piani su cui il racconto è strutturato. Interamene girato in Gussago, tra vie, piazze e presso la "Chiesa dei morti" (dove furono sepolte le vittime della peste manzoniana), alterna scene in cui Davide dialoga cinematograficamente con una serie di iconiche immagini di repertorio che si sviluppano in rapidissima successione (strizzando l'occhio alla famosa scena della "tortura mediatica" del film "Arancia Meccanica") ad altre in cui compare un misterioso personaggio con la macabra maschera a forma di becco tipica dei medici della storica epidemia. Lasciando comunque il significato aperto a ogni possibile interpretazione dello spettatore, possiamo porre in rilievo un motivo trainante che il personaggio in maschera rappresenta, vale a dire il clima di terrore, ansia, di perenne emergenza e l'allarmismo, largamente diffusi in questo periodo storico, riletto naturalmente "Secondo Me(lis)"...

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