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| 16/09/2022 | 14:09

IL VIDEO. A Berna una mostra indaga la controversa collezione Gurlitt

Roma, 16 set. (askanews) - Nel 2014 un museo di Berna ereditò una spettacolare collezione fatta di circa 1.600 opere d'arte, tra cui capolavori di Monet, Gauguin e Picasso, lasciati al Kunstmuseum da Cornelius Gurlitt. Quest'ultimo, scomparso nel 2014, era il figlio di Hildebrand Gurlitt (1895-1956), un mercante d'arte tedesco per anni accusato di avere acquistato opere trafugate dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Ora una nuova mostra intitolata "Gurlitt. Un bilancio" ricostruisce la provenienza di alcuni pezzi, nel tentativo di fare chiarezza sui sospettti legati alla tumultuosa eredità Gurlitt.Nikola Doll, curatrice della mostra, intervistata da France Presse:"La mostra ripercorre 8 anni di ricerca, mette a confronto l'eredità di Cornelius Gurlitt e indaga anche sui sospetti delle opere trafugate dai nazisti. Durante la mostra spieghiamo ai visitatori come abbiamo trattato le opere d'arte che esponiamo qui, come sono state studiate e rendiamo pubblico ciò che abbiamo scoperto e come continueremo questo lavoro".In mostra ad esempio dei dipinti di Max Beckmann, parte dei quali erano stati sequestrati nel 1937 dal Ministero dell'Istruzione del Terzo Reich, perché considerati "arte degenerata". Hildebrand Gurlitt poi li acquistò tra il 1939 e il 1941."Posso già dire che dopo le esposizioni del 2017 e 2018 - prosegue la curatrice - avevamo già ricevuto richieste dai familiari che volevano sapere se per caso i lavori che erano appartenuti ai loro parenti facevano parte dell'eredità Gurlitt. Questa mostra in un certo modo contribuisce a sensibilizzare sul tema dei saccheggi d'arte nei musei o nelle collezini private"."Ad oggi, 11 opere sono state restituite alle famiglie dal Museo di Berna e la Repubblica federale tedesca", ha ricordato la curatrice.

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