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| 20/04/2023 | 16:04

IL VIDEO. Nuova camera funeraria individuata sotto Napoli con la muografia

Napoli, 20 apr. (askanews) - Un gruppo di ricercatori dell'Università di Napoli "Federico II" e dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), in collaborazione con l'Università giapponese di Nagoya, ha utilizzato la radiografia muonica per ispezionare la presenza di possibili cavità nel sottosuolo della città di Napoli e ha individuato la presenza di un'antica camera funeraria sotterranea. Quindi ora la si può studiare anche senza potervi accedere fisicamente.Che sotto Napoli ci fosse un tesoro nascosto, di fatto un'altra città, si è sempre saputo. Si tratta delle rovine dell'antica necropoli di Neapolis, costruita dai Greci tra la fine del IV e gli inizi del III sec. a.C. che si trovano oggi a circa 10 metri sotto il livello stradale, in corrispondenza del rione Sanità, ma sono praticamante irraggiungibili con scavi tradizionali, vista l'alta densità abitativa. Ora, però, grazie all'unione tra archeologia e fisica delle particelle, se ne possono scoprire i segreti.In passato, le ricerche archeologiche avevano condotto al rinvenimento di alcuni Ipogei come quelli dei Togati e dei Melograni. I ricercatori hanno sempre ipotizzato la presenza di altri monumenti sconosciuti ma non si poteva scavare per cercarli. Oggi, la tecnica chiamata radiografia muonica, per sua natura non invasiva, si è rivelata, però, la più indicata a indagare; due rivelatori sono stati posizionati in una antica cantina, a 18 metri di profondità, a 2 metri di distanza tra loro. Gli strumenti hanno raccolto dati per circa un mese, catturando circa 10 milioni di muoni, grazie a cui è stato possibile ricostruire una visione stereoscopica degli strati sovrastanti e, alla fine, hanno permesso agli scienziati di scovare la nuova camera funeraria, definendone la posizione tridimensionale.La radiografia muonica, o muografia, è una tecnica che utilizza i muoni, particelle prodotte nella cascata che segue l'interazione dei raggi cosmici con l'atmosfera terrestre, per ricostruire un'immagine della struttura interna di un oggetto. Il principio è simile a quello delle radiografie, con il vantaggio di poter investigare oggetti molto più grandi e distanti dal punto di osservazione, per la maggiore capacità di penetrazione dei muoni rispetto ai raggi X.La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Scientific Reports di Nature.

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