La scuola altoatesina dice addio ai voti di metà anno per non "mortificare" gli studenti
Con la nuova legge "Omnibus" la provincia di Bolzano si prepara a una rivoluzione che punta a eliminare le valutazioni intermedie per arrivare direttamente al giudizio finale

BOLZANO. Con la nuova legge "Omnibus" sull’istruzione, presentata dagli assessori Marco Galateo e Philipp Achammer, la scuola altoatesina si prepara a una rivoluzione che punta a eliminare le valutazioni intermedie per arrivare direttamente al giudizio finale.
L'idea di fondo è quella di uscire da un sistema considerato troppo "punitivo" e performativo, spesso criticato dagli stessi studenti, per abbracciare un modello che ricordi da vicino quelli del nord Europa.
Non si tratta di un obbligo calato dall’alto, ma di una possibilità: da settembre ogni istituto potrà scegliere liberamente se applicare o meno questo nuovo schema, che mira a non mortificare lo studente ma a sostenerlo nel suo percorso di crescita.
Che più o meno è lo stesso principio che ha portato, nel 2023, al divieto di dare voti inferiori al 4.
Uno dei pilastri della riforma riguarda la tutela degli studenti più vulnerabili, con un occhio di riguardo per chi deve affrontare ostacoli linguistici o background migratori complessi.
Per questi ragazzi, l’obiettivo è evitare "bocciature affrettate" prevedendo, nei casi più delicati, una sola valutazione alla fine del primo biennio.
In questo modo si concederebbe il tempo necessario per ingranare con la lingua e con il sistema senza il peso di un fallimento immediato.
Allo stesso tempo, la legge affronta il tema preoccupante dell'aumento di ansia e fobie legate al rendimento scolastico: per gli alunni che soffrono di questi disturbi verranno attivati piani formativi personalizzati e progetti condivisi con gli enti del territorio.
Come sottolineato da Achammer, gli studenti non sono "sbagliati", ma è il sistema che deve adeguarsi alle loro specifiche esigenze per evitare che si isolino.
Ma se la scuola diventa più flessibile, alle famiglie viene chiesto di fare un passo avanti deciso.
La legge introduce infatti l'obbligo di collaborazione per i genitori, un principio di corresponsabilità che prevede doveri precisi, come la partecipazione ai colloqui scolastici.
Se i bambini vengono lasciati soli, la scuola deve poter fare riferimento a obblighi previsti dalla legge, creando così un legame più solido tra casa e aula.
Tra le altre novità, spicca anche la possibilità per i maestri artigiani di accedere a corsi di studio universitari affini alla loro professione presso la Libera Università di Bolzano, una specificità locale che valorizza la formazione professionale e la porta ai massimi livelli accademici.
Nonostante i timori che questo nuovo modello possa appesantire il lavoro dei docenti, l'assessore Galateo assicura che il testo è stato studiato proprio insieme agli insegnanti per garantire una semplificazione burocratica piuttosto che un aggravio.
Il testo verrà ora discusso a breve in Consiglio provinciale.












