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| 26/01/2023 | 20:01

IL VIDEO. Spazio, cosa va a fare l'Italia sulle lune ghiacciate di Giove?

Milano, 26 gen. (askanews) - C'è tanto Made in Italy sulla sonda JUICE (JUpiter ICy moonsExplorer) dell'Esa, tra le missioni più ambiziose del programma spaziale europeo.Dopo il lancio previsto ad aprile 2023 con un razzo Ariane 5 da Kourou, in Guyana francese, la sonda impiegherà 7 anni e mezzo per raggiungere e studiare Giove e le sue lune ghiacchiate: Europa, Ganimede e Callisto.Askanews ne ha parlato con Barbara Negri, responsabile volo umano e sperimentazione scientifica dell'Agenzia Spaziale Italiana ."Queste tre lune ghiacciate, molto diverse l'una dall'altra - ha spiegato - potrebbero essere degli ambienti favorevoli alla nascita della vita o almeno avere delle condizioni che sono simili a quelle che c'erano all'inizio nel nostro pianeta e che hanno dato la possibilità di sviluppare le vita sulla Terra".Fondamentale la partecipazione dell'Italia alla missione, grazie proprio all'Asi, all'INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), al mondo accademico e all'industria aerospaziale del nostro Paese."La missione JUICE rappresenta un grandissimo traguardo per l'Italia - ha aggiunto Barbara Negri - sia dal punto di vista del coinvolgimento della comunità scientifica italiana edell'industria, in quanto abbiamo 5 strumenti a bordo, considerando anche l'accelerometro di servizio, su 10 strumenti complessivi, quindi siamo ben rappresentati".In particolare Leonardo ha realizzato, a Campi Bisenzio (Fi), con l'Università Parthenope di Napoli, la telecamera in HD JANUS (Jovis, Amorum ac Natorum Undique Scrutator).Per lo strumento francese MAJIS (Moons and Jupiter Imaging Spectrometer) ha fornito la testa ottica iperspettrale per osservare e caratterizzare nubi, ghiaccio e minerali sulle lunementre a Nerviano (MI) sono nati i pannelli solari della sonda, i più grandi mai realizzati per una missione interplanetaria, con una superficie di 85 m2.Thales Alenia Space (joint venture tra Thales 67% e Leonardo 33%), infine, ha realizzato lo strumento RIME (Radar for Icy Moon Exploration), per studiare la struttura interna degli strati ghiacciati con Lorenzo Bruzzone dell'Università di Trento responsabile degli aspetti scientifici. Gli altri 2 strumenti italiani sono l'oscillatore 3GM (Gravity and Geophysics ofJupiter and the Galilean Moons) e l'acceleremoetro HAA.

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