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25/02/2023 - 12:02

IL VIDEO. La Crociata dei Bambini il nuovo singolo di Vinicio Capossela. Fermatevi un attimo ad ascoltarlo

E' il nuovo singolo di Vinicio Capossela ed è uscito il 24 febbraio 2023 a un anno esatto dallo scoppio della guerra in Ucraina. La canzone è ispirata a La crociata dei ragazzi di Bertolt Bretch e ricorda a tutti il dramma delle vittime più innocenti di ogni carneficina voluta dai potenti: i bambini. In questa guerra i bambini che muoiono, coma anche le donne, gli anziani, i civili, sono tutti e soltanto ucraini perché la dinamica di quanto sta accadendo è indiscutibile: la Russia ha invaso uno stato sovrano devastandolo, straziandone la popolazione, creando una lacerazione insanabile tra genti. Quei territori che voleva ''salvare'' riannettere alla Federazione Russa li ha rasi al suolo, distrutti, annientati secondo il motto latino ''Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant'' ("dove fanno il deserto, lo chiamano pace"). Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia, ha dichiarato che sono passati "365 giorni in cui guardiamo morire bambini e bambine che potrebbero essere nostri figlie e figlie. Non è possibile, è devastante, è brutale. Dove ci porterà tutto questo? Siamo qui a un anno dall'inizio del conflitto a fare il macabro conto dei morti che probabilmente saranno molti e molti di più di quelli registrati - prosegue - 5 milioni di bambini e bambine non vanno più a scuola, 1,5 milioni rischiano gravi danni alla propria salute mentale a causa di ciò che hanno visto o vissuto". Solo tra il 24 febbraio e il 10 agosto l'Onu stimava circa 1.000 bambini uccisi o feriti in Ucraina, una media di cinque bambini al giorno, con 356 bambini che hanno perso la vita e 586 feriti, il 16% di quelli uccisi aveva meno di 5 anni. Oggi questi numeri sono quantomeno raddoppiati ma i dati certi non sono conosciuti. Ci sono milioni di profughi e il dolore di quel popolo è il dolore di chi guardava all'Europa, ai nostri diritti, al nostro stile di vita e oggi combatte per la sua libertà e per quella di tutti noi perché certe tragedie non si ripetano anche solo evitando di creare precedenti pericolosissimi per gli equilibri internazionali. 

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