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| 31 maggio | 20:19

Aggressione in piazza con l'accetta. Il centro destra (che governa) attacca. Gerosa: "Nessuna tolleranza. Il Governo Meloni ha fatto tanto". Lega e Patt difendono il Cpr

E, allora, in seguito ad un fatto di cronaca che non ha avuto conseguenze tragiche solamente per il pronto intervento dei carabinieri, monta la polemica. Ovviamente quella politica, con il centro destra provinciale e perginese che insorge. Sì, ma contro chi? Contro la sinistra che, in questo caso, c'entra poco, anzi nulla. Il centro destra è, infatti, lo stesso che governa l'Italia (ormai dal 2022), la Provincia di Trento (addirittura dal 2018) e pure il comune di Pergine Valsugana, con il sindaco Marco Morelli, eletto a maggio 2025

di Redazione

TRENTO. Sconcerto, indignazione e la richiesta di una pena esemplare per gli autori di un gesto che ha colpito profondamente l'intero Trentino. Non solamente per la gravità dell'atto, ma anche per il contesto in cui è avvenuto, ovvero una sagra in piazza, in uno dei centri più grandi e importanti della Provincia, Pergine Valsugana, alla presenza di giovani e giovanissimi.

 

I due aggressori, entrambi arrestati e portati in carcere (Qui articolo), prima hanno cercato d'investire alcune persone con la propria auto e poi si sono scagliati fisicamente contro due uomini - un 50enne e uno più giovane -, utilizzando nel pestaggio anche un'accetta. All'interno dell'auto dei due fratelli di nazionalità tunisina, residenti a Levico Terme già noti alle forze dell'ordine, sono stati rinvenuti anche tre coltelli.

 

E, allora, in seguito ad un fatto di cronaca che non ha avuto conseguenze tragiche solamente per il pronto intervento dei carabinieri, monta la polemica.

 

Ovviamente quella politica, con il centro destra provinciale e perginese che insorge. Sì, ma contro chi? Contro la sinistra che, in questo caso, c'entra poco, anzi nulla. Il centro destra è, infatti, lo stesso che governa l'Italia (ormai dal 2022), la Provincia di Trento (addirittura dal 2018) e pure il comune di Pergine Valsugana, con il sindaco Marco Morelli, eletto a maggio 2025 a guida di una coalizione della quale fanno parte anche Fratelli d'Italia, Lega e Patt.

 

Insomma, a fianco della legittima richiesta di una pena esemplare per un episodio terribile, gli attacchi al centro sinistra, rivolti in maniera esplicita dall'assessora provinciale e presidente di Fratelli d'Italia del Trentino Francesca Gerosa e, implicitamente, dal consigliere provinciale leghista Mirko Bisesti, che tira in ballo la questione Cpr, appaiono francamente incomprensibili.

 

L'episodio è certamente di una gravità inaudita ma, se vi è qualcuno che può fare qualcosa, quello è il centro destra. Che governa, decide (come nel caso del Cpr trentino, che si farà) e, dunque, perché buttarla in "bagarre" e strumentalizzare l'accaduto senza, invece, pensare a come prevenire, in futuro, episodi simili?

 

"Grave quanto accaduto ieri sera in una Pergine Valsugana in festa - scrive Francesca Gerosa - per l'evento "Magna e Tasi". Un gruppo di nordafricani, sembra magrebini, si è scagliato con un'accetta contro alcuni presenti. I video che stanno girando in queste ore mostrano le immagini di una violenza intollerabile. Dalle prime ricostruzioni di chi era presente, subito dopo avrebbero sfrecciato ad alta velocità schiantandosi per poi gridare "Trentini di merda". Poteva essere una strage in una serata affollata. Auspico che si faccia presto chiarezza su quanto accaduto e che per i colpevoli siano riservate pene esemplari, senza attenuanti di alcun tipo. Nessuna giustificazione, nessuna pietà, nessuna tolleranza. Questa è casa nostra e ci dobbiamo poter vivere serenamente. Il governo Meloni ha fatto tanto in questi anni, cercando di contrastare le resistenze e l'ostruzionismo di una sinistra lassista e permissiva. L'Italia, il Trentino, sono casa nostra e chi ci vuole stare è ben accetto ma se rispetta la nostra storia, le nostre regole, chi noi siamo. Gli altri possono tranquillamente tornare nel proprio paese perché qui non li vogliamo e certo non sentiremo la loro mancanza".

 

Più pacati sono i toni utilizzati da Mirko Bisesti, che tira in ballo la questione Cpr.

 

"Quanto accaduto ieri sera a Pergine durante una manifestazione pubblica molto partecipata - scrive l'ex assessore e oggi consigliere provinciale - è un fatto grave che non può essere minimizzato. Le immagini e i racconti di chi era presente parlano di momenti di paura reale in mezzo a famiglie, volontari, giovani e cittadini che stavano semplicemente vivendo una serata di comunità. Per questo è fondamentale che venga fatta rapidamente piena chiarezza su quanto accaduto, accertando responsabilità e dinamiche in modo serio e puntuale. Ma accanto all’aspetto giudiziario e investigativo, credo sia giusto aprire anche una riflessione più ampia. Perché ogni volta che si parla di sicurezza c’è sempre qualcuno pronto a liquidare il tema come propaganda, allarmismo o strumentalizzazione politica. La realtà però è quella che vedono ogni giorno i cittadini. La sicurezza non è uno slogan. È la base della convivenza civile. Non può esistere integrazione senza rispetto delle regole. Non può esistere inclusione se chi vive onestamente un territorio inizia ad avere paura di frequentare una piazza, una festa o un luogo pubblico. Per questo continuo a ritenere incomprensibili certe battaglie ideologiche contro strumenti di controllo, CPR ed espulsioni per chi delinque, così come trovo surreale parlare di cittadinanza facile senza affrontare seriamente il tema del rispetto delle regole e della sicurezza. Chiedere legalità, ordine e sicurezza come fa la Lega non significa alimentare odio o divisioni. Significa difendere il diritto delle persone perbene di vivere serenamente la propria comunità. Ed è esattamente quello che oggi chiedono tanti cittadini".

 

Anche il Patt parla del Cpr che "serve proprio per soggetti del genere" (che, al momento, non si sa se siano sprovvisti dei documenti di soggiorno), auspicando anche un potenziamento delle forze dell'ordine a Pergine Valsugana: verrà inoltrata la richiesta (facendo anche "pressione", come viene specificato) per far sì che la stazione locale dell'Arma diventi una Tenenza.

 

"Il Trentino è una terra di tradizione mitteleuropea. Per noi l'ordine, il decoro e la sicurezza non sono accessori di cui fare a meno, ma pilastri della nostra cultura, al pari di solidarietà e pacifica convivenza - commenta il segretario politico Simone Marchiori -. Non possiamo e non vogliamo abituarci a simili episodi, anche se purtroppo non si tratta del primo caso di tale portata sul territorio. Davanti a questa violenza serve concretezza, a partire dalla certezza della pena: chi commette simili reati deve andare in carcere e rimanerci per tutto il tempo necessario. E, dato che gli autori sono due extracomunitari, vale la pena ribadire che il dibattito sul CPR si inserisce esattamente qui, come conseguenza logica: se i responsabili di questi atti non sono in possesso dei documenti necessari, devono essere portati in una struttura in attesa del rimpatrio. Il Cpr serve proprio per soggetti del genere. Anche perché la stragrande maggioranza degli immigrati in Trentino è fatta di persone volenterose e integrate, che sono le prime a essere danneggiate dal pregiudizio causato da questi criminali. Per tutelare l'integrazione di chi rispetta le regole, chi delinque va stroncato con assoluto rigore. È il momento di uscire dalle opposte ideologie e lavorare concretamente per risolvere una situazione intollerabile e alla quale non possiamo e non vogliamo assuefarci".

 

"La comunità di Pergine è scossa e indignata per un'aggressione feroce nata dal nulla - aggiunge Roberta Bergamo, assessora comunale a Pergine Valsugana e presidente della sezione locale delle Stelle Alpine -, che ha messo a rischio la sicurezza di passanti che non c'entravano nulla. Ringraziamo le forze dell'ordine per il tempestivo intervento che ha evitato una tragedia e assicurato i colpevoli alla giustizia. Come sezione locale del Pat ribadiamo che la nostra città non è disposta a tollerare queste derive. Chi arriva sul nostro territorio deve per primo adattarsi alle nostre norme". L'accoglienza e l'inclusione possono esistere solo se camminano di pari passo con il rispetto rigoroso delle regole e della legalità. Proprio per questo, come Amministrazione e come Patt, riteniamo che l’estensione e il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza o i pur lodevoli sforzi operati dalla Polizia Locale non siano più sufficienti. Pergine è cresciuta, è una realtà complessa e ha bisogno di un presidio strutturale e permanente. È ferma volontà del Comune e del nostro gruppo politico richiedere e fare pressione per ottenere l'elevazione della locale stazione a Tenenza dei Carabinieri. Un presidio operativo H24 dell'Arma è ormai una necessità non più rimandabile per garantire un controllo capillare, costante e incisivo del nostro territorio e restituire totale serenità e sicurezza ai perginesi".

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