Lupo ucciso dai bracconieri a Nago, l’Enpa pronta a denunciare: “Ci costituiremo parte civile nel processo, un reato gravissimo”
Dopo il caso del lupo ucciso a Nago, l’Enpa fa sapere di aver già attivato il proprio ufficio legale per procedere alla denuncia contro il bracconiere, inoltre l’associazione si costituirà parte civile in caso di processo

NAGO-TORBOLE. L’Enpa, l’Ente nazionale protezione animali, è pronta a denunciare e a costituirsi parte civile in un eventuale processo per quanto riguarda l’uccisione del lupo avvenuta nei giorni scorsi a Nago. L’esemplare infatti, ritrovato nella zona di Castel Penede, è stato colpito con un’arma da fuoco.
“Non si può uccidere impunemente un animale, specialmente se appartenente a una specie protetta, importantissima per il mantenimento della biodiversità”, commentano dall’associazione.
I lupi infatti, rappresentano una specie particolarmente protetta, anche dalle convenzioni internazionali e dalla direttiva europea Habitat. “Confidiamo nel lavoro del Corpo forestale – proseguono dall’Enpa – che saprà condurre le necessarie indagini di polizia giudiziaria, al fine di individuare l’autore del gravissimo reato e assicurarlo alla giustizia”.
L’associazione replica anche alle dichiarazioni rilasciate in questi giorni dal presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, e l’assessora all’agricoltura e alle foreste, Giulia Zanotelli, che avevano ricondotto l’atto di bracconaggio alla presunta assenza di regole per la gestione dei grandi carnivori: “Non accettiamo l’assunto che sia la protezione di queste specie a causare la loro uccisione vigliacca”.
Per questo Ivana Sandri, presidente della sezione trentina dell’Enpa, chiede più controlli e pene più severe per chi infrange le leggi che tutelano l’ambiente e la biodiversità. Infine l’associazione fa sapere di aver già attivato il proprio ufficio legale per procedere alla denuncia contro il bracconiere e si costituirà parte civile in caso di processo.
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