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| 17 feb 2023 | 11:34

Lupo ucciso da bracconieri a Nago, da Fugatti nessuna condanna. La colpa? “L’assenza di regole”. Così la Lega torna in campagna elettorale

Tra fake news e campagna elettorale la gestione leghista dei grandi carnivori non ha ottenuto risultati: in quasi 5 anni ci sono state solo promesse non mantenute. Nel frattempo, sul lupo ucciso con colpo d’arma da fuoco a Nago da Fugatti e Zanotelli non è arrivata nemmeno una parola di condanna per i bracconieri 

Lupo ucciso da bracconieri a Nago, da Fugatti nessuna condanna
di Tiziano Grottolo

TRENTO. In Trentino è iniziata la campagna elettorale in vista delle prossime Provinciali. Bene per i politici a caccia di voti male per i cittadini che dovranno assistere all’ennesima gara fra chi la spara più grossa. Al momento in testa a questa “classifica”, primi con largo distacco, si posizionano il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, e l’assessora all’agricoltura e alle foreste Giulia Zanotelli.

 

Ieri infatti, nella zona di Castel Penede (comune di Nago-Torbole), è stata rinvenuta la carcassa di un lupo. Oggi si è scoperto che questo esemplare è stato ucciso dal colpo di un’arma da fuoco. Incredibilmente nel comunicato ufficiale si riesce a evitare di menzionare la parola “bracconaggio”. In compenso Fugatti e Zanotelli hanno dichiarato: “Uno dei temi posti all’attenzione dei Comitati per l’ordine pubblico e la sicurezza e degli incontri con il Ministero è proprio quello della convivenza tra uomo e grandi predatori. Una convivenza che necessita di regole che sono indispensabili perché la loro assenza può produrre effetti come questo”.

 

In altre parole la colpa è del lupo che, nonostante sia una specie protetta, è stato ucciso da un bracconiere. Nei confronti di chi ha commesso un grave reato invece non si spende nemmeno una parola di condanna. Anzi, di fatto lo si giustifica. Inoltre nel comunicato di ieri si affermava che “le numerose fratture fanno pensare a un trauma da investimento […]. È possibile che dopo l’impatto il lupo si sia allontanato autonomamente, andando a morire in una zona isolata”.

 

Fortunatamente l’esame svolto da un veterinario ha permesso di scoprire come sono andate realmente le cose. Ora l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie dovrà svolgere delle ulteriori analisi sulla carcassa e successivamente la forestale presenterà una denuncia a carico di ignoti.

 

Sempre secondo la Provincia questo sarebbe il primo caso noto in Trentino dal ritorno della specie 13 anni fa. Questo è vero se si considerano i lupi uccisi con armi da fuoco (ammesso e non concesso che tutti casi siano stati scoperti) ma non bisogna dimenticare che nel 2019 un lupo venne ripescato dall’Avisio con testa e zampe mozzate, mentre nel 2020 un esemplare venne probabilmente avvelenato in val Lavazzè. Più di recente un lupo è stato avvistato in Val di Rabbi con una mutilazione alla zampa compatibile con un colpo di carabina o una trappola. A questi si aggiungono i 17 esemplari deceduti a causa di incidenti stradali o ferroviari.

 

D’altra parte era stato lo stesso presidente della Provincia a raccontare la fake news (che circola tutt’ora) della “storiella del lupo”. Fugatti aveva definito una “barzelletta” quanto riportato nel sito istituzionale dedicato ai grandi carnivori laddove si spiegava come il lupo fosse arrivato in Trentino spontaneamente. Solo a distanza di anni erano arrivate le scuse confermando piena fiducia nell’operato nella struttura provinciale competente. Ad ogni modo la recente presa di posizione che arriva da Piazza Dante non deve stupire. Nel 2019 Fugatti e Zanotelli avevano promesso agli allevatori passi in avanti sulla gestione dei grandi carnivori ma in quasi 5 anni di governo i risultati raggiunti sono stati praticamente nulli. I toni da campagna elettorale dunque, possono essere letti come una strategia per mascherare quello che a tutti gli effetti è un fallimento politico.

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