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| 22 set 2025 | 17:28

Un lupo ucciso dal Trentino, Tosi: ''Bene ma non basta, serve l'eradicazione perché non sono compatibili con la presenza dell'uomo''

Mentre è in piena corsa la bagarre per diventare candidato del centrodestra alla Regione Veneto ecco l'ex sindaco di Verona intervenire a gamba tesa sulla questione lupo: ''Ora che l'Europa lo permette procedere almeno con un numero significativo di abbattimenti. Avrebbe anche un effetto deterrente, perché il lupo è animale intelligente, se sa che corre pericolo di vita e di essere abbattuto si allontana dai centri abitati e dagli allevamenti''

VERONA. Flavio Tosi alza il tiro, d'altronde la bagarre per capire chi guiderà il centrodestra in Regione è in piena corsa e il suo nome è sul tavolo assieme a quelli di altri partiti in Veneto ben più quotati (Lega e Fratelli d'Italia su tutti). Però l'ex sindaco di Verona oggi figura di riferimento di Forza Italia ci prova e lo fa inserendosi a gamba tesa nel confronto che riguarda il lupo. Il suo intervento è di quelli che definire populisti è poco arrivando addirittura a parlare di ''eradicazione''.

 

Il tutto parte dall'abbattimento di un esemplare in Lessinia da parte del Trentino. Una manovra senz'altro senza alcuna conseguenza pratica ma buona a soddisfare i pruriti di qualche insoddisfatto e di chi si crogiola nel mantra che i lupi starebbero la causa della crisi di pastorizia e agricoltura di montagna senza capire che invece di essere la causa i lupi sono l'effetto di una crisi che parte da lontano e proprio l'arretrare dell'uomo in certi contesti sta determinando il ritorno di questo prezioso animale. 

 

“La soluzione sarebbe l’eradicazione della specie, perché la sua presenza non è compatibile con l’uomo. Ma se non è possibile l’eradicazione, quantomeno bisogna procedere a un numero di abbattimenti significativi, quindi non solo limitata a pochi esemplari. Altrimenti non si sortirebbe alcun effetto pratico per la tutela degli allevamenti”. Gli effetti pratici sono in mano alla politica e non agli abbattimenti a random: investimenti (pochi) ben mirati in sistemi di difesa permetterebbero di gestire il fenomeno e assicurerebbero gli allevatori da eventuali rischi. 

 

Tosi indica la Francia come esempio anche se, come noto, anche in Francia i lupi aumentano e le critiche al sistema di gestione sono simili a quelle che si sentono alle nostre latitudini: “Loro abbattono ogni anno dal 10 al 20 per cento dei lupi e lo facevano anche prima del declassamento dell’Europa, quindi in regime di deroga quando era in vigore la precedente direttiva Habitat. A maggior ragione oggi, che le norme europee sono meno stringenti, si deve procedere ai censimenti e agli abbattimenti”.

 

Un numero significativo di abbattimenti, spiega Tosi, “avrebbe anche un effetto deterrente, perché il lupo è animale intelligente, se sa che corre pericolo di vita e di essere abbattuto si allontana dai centri abitati e dagli allevamenti”. “Adesso le norme europee consentono di agire – conclude Tosi – quindi la Regione deve procedere per la tutela della montagna, di chi ci abita e lavora, e del turismo”.  Per concludere gli studi esistenti sugli abbattimenti dei lupi dimostrano tutti che non servono a ridurre le predazioni QUI ARTICOLO (l'unico modo sarebbe, appunto, eradicarli ma, fortunatamente, non siamo più nel 1700 e oggi capiamo quanto è importante la presenza di questi carnivori posti al vertice della catena alimentare) ma sono i sistemi di difesa attiva e passiva che assicurano la convivenza. 

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