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| 24 nov 2021 | 11:58

Un manuale per smentire le fake news sui lupi, c’è pure quella di Fugatti. Gli esperti: “Il lupo attira click ma la disinformazione non porta a nulla di buono”

Arriva il manuale contro le fake news che circolano sui lupi: “Che siano create con un intento preciso, o frutto di una mancata verifica dei fatti, queste notizie fasulle possono diffondersi in modo molto rapido, generando una visione distorta della realtà”

A sinistra due lupi foto Francesco Panuello-Archivio Aree Protette Alpi Marittime; a destra Maurizio Fugatti
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Dopo decenni di assenza il lupo sta tornando a ripopolare l’arco alpino. Questo è sicuramente un dato di fatto che mette d’accordo sia i detrattori che chi difende la specie. Proprio per via di questa ri-colonizzazione questi grandi carnivori sono tornati a essere un argomento di dibattito pubblico.

 

L’unica cosa che viaggia più veloce di un lupo però son o le fake news che circolano sulla specie, con informazioni inventate, ingannevoli o distorte. Proprio per questo lo staff del progetto europeo LifeWolfAlps, in collaborazione con Facta news, ha pubblicato “Lupus in Bufala”, un manuale su come smascherare le notizie false sul lupo. Tra i curatori anche gli specialisti di comunicazione del Muse-Museo delle Scienze di Trento e delle Aree Protette di Alpi Marittime e Alpi Cozie.

 

“La coesistenza con il lupo – spiega Laura Scillitani, communication manager Life WolfAlps – è una sfida, un obiettivo ambizioso e fondamentale, innovativo nella storia del nostro millenario rapporto con la specie. Il lupo è una specie carismatica, carica di significati simbolici e in grado di scatenare sentimenti contrastanti e a volte estremi. Il rapporto di amore-odio spesso travalica i confini gestionali veri e propri e porta i diversi attori a schierarsi su fronti polarizzati. Tutto questo rende il lupo un argomento appetibile per le fake news. Il lupo attira l’attenzione, non lascia indifferenti, attira i click e i commenti in rete. La disinformazione però non porta a nulla di buono: né se l'animale è demonizzato, né se la narrazione viene edulcorata. Tra la bestia demoniaca e il peluche sta l’animale reale, il lupo, che è quello con cui poi effettivamente dobbiamo provare a coesistere. E conoscerli è una buona base per farlo”.

 

 

La guida, disponibile in lingua italiana e inglese, si articola in sei capitoli che spiegano chi è il lupo che vive sulle Alpi, fornendo esempi di reali casi di disinformazione che hanno riguardato l’animale negli ultimi anni e indicando gli strumenti e i metodi più adatti per contribuire in prima persona alla condivisione di notizie verificate e corrette.

 

“Il manuale – prosegue Scillitani – ci dà utili dritte per individuare le notizie false e sviluppare un approccio critico. Sono tante e diverse le fake news che circolano sul lupo: si va dalla decontestualizzazione delle notizie, alle false segnalazioni di attacchi o aggressioni, cani scambiati per lupi. Ma attenzione anche le narrazioni che santificano il lupo sono da evitare, gli articoli che parlano bene di lupi che si lasciano avvicinare a cui viene offerto cibo veicolano messaggi molto sbagliati”.

 

Fra le fake news smentite c’è pure la “storiella del lupo” raccontata nientemeno che dall’attuale presidente della Provincia di Trento. Fugatti aveva definito una “barzelletta” e “storiella” quanto riportato nel sito istituzionale grandicarnivori.provincia.tn.it, alla sezione “storia del lupo in Italia sull’arco alpino”, laddove si spiegava come il lupo sia arrivato in Trentino spontaneamente. Solo a distanza di anni erano arrivate le scuse per bocca all’assessore agli enti locali, Mattia Gottardi, che aveva confermato piena fiducia nell’operato nella struttura provinciale competente.

 

 

Il lupo – concludono gli esperti di ife WolfAlps – è una specie che non lascia indifferenti, è un facile argomento di conversazione, dal vivo, sui media e sui social. Che sia per odio o per amore, l’immagine del lupo attrae click e discussioni, le notizie su di lui prendono l’attenzione. Proprio per questo suo carisma, il predatore si presta molto facilmente a diventare protagonista di false notizie, con informazioni inventate, ingannevoli o distorte. Che siano create con un intento preciso di diffondere una falsa verità, o frutto di una mancanza di verifica dei fatti, queste notizie fasulle, con il rapido tam-tam delle informazioni nell’era digitale, possono diffondersi in modo molto rapido, generando una visione distorta della realtà”.

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