Contenuto sponsorizzato
| 22 gen 2023 | 13:34

In Trentino 6 lupi investiti in meno di 3 mesi ma la Provincia impiega poche risorse per prevenire gli incidenti. Il Piemonte invece si affida agli esperti

In tre anni in Trentino si sono verificati almeno 17 investimenti mortali di lupi, ciononostante la Giunta trentina è concentrata sul “nuovo progetto sperimentale per la gestione del lupo in caso di situazioni critiche” anche se non è ancora chiaro cosa preveda. Al contrario in Piemonte, dove esiste lo stesso problema, si è deciso di intervenire per cercare di ridurre il numero di incidenti che coinvolgono i grandi carnivori

In Trentino 6 lupi investiti in meno di 3 mesi ma la Provincia impiega poche risorse per prevenire gli incidenti
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Pochi giorni fa una femmina di lupo è morta dopo essere stata investita da un treno lungo la ferrovia della Valsugana, la carcassa è stata rinvenuta all’altezza di Roncogno di Pergine. Con quest’ultimo caso salgono almeno a 17 i lupi morti in Trentino negli ultimi 3 anni a causa di un incidente stradale o ferroviario. In meno di 3 mesi si sono verificati come minimo 6 investimenti che in 4 casi si sono rivelati mortali.

 

Come spiega a Il Dolomiti Laura Scillitani, communication manager del progetto Life Wolf Alps del Muse, non è un caso che questi incidenti si concentrino nel periodo che va da novembre fino a febbraio. “In questa stagione – sottolineava Scillitani – i branchi sono in genere composti dalla coppia dominante e dai cuccioli nati in estate e nell’anno precedente. Questo però è anche il momento in cui i giovani, maschi e femmine, vanno in dispersione per cercare un esemplare dell’altro sesso e formare un nuovo branco”. Così lupi inesperti si trovano ad attraversare territori che conoscono poco.

 

Ridurre il numero degli incidenti però è possibile anche se su questo fronte il Trentino sta facendo molto poco. D’altra parte la Giunta trentina è concentrata su quello che è stato chiamato “il nuovo progetto sperimentale per la gestione del lupo in caso di situazioni critiche” anche se non è ancora chiaro cosa preveda. In Consiglio provinciale è stata bocciata una mozione che chiedeva di realizzare nuovi corridoi faunistici. 

 

Al contrario in Piemonte, dove esiste lo stesso problema circa gli investimenti, si è deciso di intervenire per cercare di ridurre il numero di incidenti mortali che coinvolgono i grandi carnivori. I dati raccolti negli ultimi 20 anni in Alta Valle di Susa hanno confermato la presenza di una “sink area”, cioè una zona in cui la mortalità è così elevata da rappresentare un potenziale problema per la conservazione della popolazione di lupo sulle Alpi. “Nella zona studiata – spiegano gli esperti di Life Wolf Alps – vi è una vera e propria ‘trappola ecologica’, dovuta all’elevato numero di incidenti che coinvolgono il lupo, ma anche le sue specie preda, che vengono investite dagli autoveicoli e dai convogli ferroviari”.

 

Per migliorare la situazione è stato studiato un piano per ridurre gli incidenti che vede coinvolto il personale della Funzione specializzata tutela flora e fauna della Città Metropolitana di Torino e le Aree Protette delle Alpi Cozie. “Gli interventi – ricordano gli esperti – devono rispondere a due esigenze: se da un lato devono diminuire il rischio di incidente, dall’altro devono garantire la possibilità per gli animali di spostarsi da un lato all’altro della carreggiata in sicurezza. Lo stesso ovviamente vale per le ferrovie”.

 

Ma come si procede? Come sottolineava Scillitani non basta installare delle reti nei punti di attraversamento, una soluzione simile infatti rischierebbe di creare un’ulteriore barriera e frammenterebbe l’habitat aumentando pure l’isolamento geografico. Per questo rispetto alla ferrovia in Alta val di Susa si è lavorato sia con l’installazione di recinzioni lungo i binari, nei pressi dei sottopassi individuati, sia al ripristino dei passaggi, con interventi di pulizia, sistemazione del fondo e rimozione della vegetazione in corrispondenza del passaggio, in modo da aumentare la visibilità e l’agibilità per gli animali selvatici.

Nel territorio del Comune di Chiomonte la ferrovia non è recintata e corre a piano campagna. È quindi molto facile per lupi e altri animali attraversarla, restando potenzialmente vittime di incidenti. In questa zona sono stati individuati tre sottopassi carrabili adatti al passaggio per la fauna. Gli esperti hanno lavorato per cercare di indirizzare la fauna verso questi passaggi sicuri (già esistenti) ed evitare l’attraversamento diretto dei binari della ferrovia. Quindi, è stata installata una recinzione lungo i binari nei pressi dei sottopassi individuati per indurre il passaggio della fauna.

 

Nella zona di Savoulx invece ci sono due passaggi (si tratta di canali per il deflusso idraulico) allineati: uno passa sotto la ferrovia, mentre l’altro sotto l’autostrada A32. Anche in questo caso gli interventi hanno previsto l’installazione di recinzioni e la pulizia dei canali. Infine per migliorare la visibilità da un lato all’altro e diminuire la sensazione di passaggio angusto sono state tagliate le piante cresciute davanti agli accessi ai tunnel.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 22 agosto | 11:05
Una grossa quantità di roccia si è riversata sulla via sottostante, sul posto dopo lo smottamento e il crollo sono intervenute più squadre di [...]
Cronaca
| 22 agosto | 10:12
A comunicarlo è il ministero della Salute dopo il caso sospetto relativo a un cittadino rientrato dalla Repubblica democratica del Congo. I test [...]
Montagna
| 22 agosto | 09:58
La zona interessata dal grosso distacco è quella del Gronton, nel gruppo Bocche-Col Margherita
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato