Trovate quattro carcasse di lupi e segnalate "due aggressioni a cani domestici e da caccia": ecco il punto della Provincia
Nel mese di marzo sono state rinvenute le carcasse di 4 lupi e non sono mancati attacchi a cani domestici e da caccia. Ecco cosa emerge dal piccolo report mensile dedicato a grandi carnivori

TRENTO. Anche a marzo 2025 i riscontri di presenza di lupi sul territorio sono stati numerosi, fra rinvenimenti di piste su neve, predazioni su ungulati selvatici e avvistamenti. A dirlo è la Provincia di Trento nel piccolo report mensile dedicato ai grandi carnivori.
In particolare, sono avvenute alcune predazioni a carico di ovicaprini e asini in bassa Valsugana. Non è mancata anche una tentata predazione ai danni di un cane domestico in passeggiata nel fondovalle della Val d’Adige in una frazione di Avio il 4 marzo e una nuova tentata predazione sulla montagna di Avio (versante Lessinia) avvenuta il 28 marzo ai danni di due cani da caccia in addestramento.
"Verosimilmente - spiega la Provincia - in entrambi i casi, così come nel primo avvenuto su un cane nella stessa zona a gennaio, i lupi appartengono allo stesso branco".
L’intervento dei proprietari ha indotto i lupi ad allontanarsi ed i cani coinvolti, pur feriti, si sono salvati: "Ciò conferma l’importanza di tenere sotto stretto controllo i cani durante passeggiate ed escursioni in ambienti forestali ed agricoli, soprattutto se in orario crepuscolare/notturno. L’amministrazione mantiene uno stretto monitoraggio del particolare fenomeno e sta valutando ogni possibile forma di contenimento dello stesso".
Nel mese di marzo sono state infine rinvenute le carcasse di alcuni lupi: il 4 marzo ad Avio (investimento stradale), il 20 marzo a Predazzo (investimento stradale), tra il 20 e il 23 marzo, sempre a Predazzo, ulteriori pochi resti sparsi in avanzato stato di decomposizione di un ulteriore esemplare, e il 25 marzo a San Lorenzo Dorsino (esemplare in avanzato stato di decomposizione).
Il 3 e il 23 marzo sono stati fototrappolati sciacalli dorati (individui soli) tra i comuni di Dro e Madruzzo, nell’area frequentata da uno dei quattro nuclei riproduttivi individuati in provincia di Trento.












