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Trento
18 aprile | 13:34

Morti avvelenati i due pioppi (FOTO), il Comune alza bandiera bianca: "Gesto inqualificabile, danno enorme. Purtroppo non è un caso isolato"

Le giardinerie si sono dovute arrendere: i due pioppi avvelenati sono morti. Il sindaco di Riva del Garda, Alessio Zanoni: "Chi ha agito in questo modo barbaro ha aggredito e danneggiato la proprietà pubblica, il che oltretutto corrisponde a un reato. Ma purtroppo non è un caso isolato, casi di avvelenamento di alberi ne abbiamo altri; chi se ne rende responsabile non provoca solo un danno alla collettività, ma cancella l'anima dei luoghi"

RIVA DEL GARDA. Sono morti i due pioppi alla spiaggia dei Pini a Riva del Garda. Dopo un lungo tentativo di salvarli, le giardinerie comunali si sono dovute arrendere. Gli alberi erano stati avvelenati.

 

"Si tratta di un gesto inqualificabile perché questo è un patrimonio di tutti", le parole di Alessio Zanoni, sindaco di Riva del Garda. "Chi ha agito in questo modo barbaro ha aggredito e danneggiato la proprietà pubblica, il che oltretutto corrisponde a un reato. Ma purtroppo non è un caso isolato, casi di avvelenamento di alberi ne abbiamo altri; chi se ne rende responsabile non provoca solo un danno alla collettività, ma cancella l'anima dei luoghi".

 

Purtroppo infatti non è il primo episodio di piante avvelenate nell'Alto Garda (Qui articolo). In questo caso specifico, il personale del Comune è intervenuto con una fertilizzazione mirata, eseguita con la supervisione di un patologo forestale della Fondazione Mach, ma tutte le azioni non sono servite. I due pioppi, che ignoti hanno avvelenato presumibilmente nel corso dell’inverno 2024/2025, sono morti, la certificazione è avvenuta negli scorsi giorni (nel periodo in cui la vegetazione avrebbe dovuto riprendere) attraverso una nuova perizia.

"Abbiamo fatto quanto possibile per cercare di salvare queste piante, ma l'ultima analisi non lascia speranza e certifica non solo che non c'è più niente da fare, ma anche che le piante costituiscono adesso una fonte di pericolo e vanno abbattute", dice Zanoni. "Questi due pioppi sono qualcosa di particolare per noi rivani, si trovano sul nostro bellissimo lungolago e rappresentano da tantissimo tempo un riferimento e un patrimonio prezioso. Per questo stiamo valutando di lasciare parte del tronco quale segno di memoria, allestito come una sorta di installazione artistica".

 

Si tratta di due maestosi esemplari di Populus nigra, o pioppo nero, alti quasi 40 metri e larghi 520 e 438 centimetri, di età sicuramente superiore a cento anni, che nella primavera del 2025 hanno mostrato scarsi segni di ripresa vegetativa.

 

Da qui l'affidamento di un incarico a Giorgio Maresi del Dipartimento per la sperimentazione agraria, forestale e ambientale del Centro di trasferimento tecnologico della Fondazione Edmund Mach, eseguita il 21 maggio 2025, il cui esito non ha lasciato dubbi: avvelenamento. L'analisi al microscopio su un campione di foglie, infatti, ha evidenziato l'assenza di patogeni e attività trofica di insetti, mentre quella del laboratorio chimico ha segnalato la presenza di glifosato, il potente diserbante la cui tossicità ha portato nel 2016 in Italia al divieto del suo utilizzo in parchi, giardini e aree verdi, nonché in pre-raccolta per la coltivazione.

D'altronde alla base dei tronchi dei due alberi sono ben evidenti diversi fori di trapano, tramite i quali evidentemente è stato iniettato il diserbante.

 

Per tentare di recuperarle il tecnico ha prescritto concimazioni organiche con prodotti specifici iniettati in tutta l'area prossima ai tronchi, che le giardinerie comunali hanno eseguito a più riprese. Contestualmente, il 19 maggio dell'anno scorso, il Comune di Riva del Garda ha sporto denuncia alla locale stazione dei carabinieri: i reati ipotizzati sono danneggiamento di proprietà pubblica e inquinamento ambientale (per il rilascio nell'ambiente di sostanza non autorizzate), oltre al danno paesaggistico e alla creazione di una situazione di concreto pericolo (causa il disseccamento dei rami che potrebbero staccarsi e rovinare al suolo). Il danno è stato stimato in 40 mila euro.

 

E' del 7 aprile di quest'anno la seconda analisi di Maresi, che ha evidenziato come, nonostante le concimazioni, l'attività vegetativa dei due pioppi, già debole nel 2025, si sia ulteriormente ridotta. Inoltre su alcuni contrafforti radicali e su una parte dei colletti la corteccia si è staccata dal legno, certificando che le piante sono da considerare morte (oltre che fonte di pericolo per il concreto rischio di crollo di rami). I fori di trapano sono aumentati, il che dimostra una reiterazione dell'avvelenamento.

Visti l’importanza paesaggistica e storica-culturale dei due alberi, il danno per la collettività, le risorse messe in campo per tentare di salvarli e quelle che sarà necessario impegnare per l'abbattimento

 

L'assessore Gabriele Bertoldi ha ripercorso le fasi della vicenda e ha anticipato che sarà presto effettuata una nuova piantumazione con platanoidi a foglia larga, così da ottenere, com'era prima con i pioppi, l'ombra in estate e la luce in inverno, necessaria quest'ultima all'erba del prato.

 

"E' un danno molto rilevante perché queste piante così alte si vedono da distante e compongono il paesaggio", commenta Bertoldi. "Inoltre offrono ombra, preziosa in estate, e sono una memoria storica. Cogliamo l'occasione per scoraggiare dal commettere atti di questo tipo. Se piante di proprietà pubblica danno fastidio o creano problemi, l'invito è di venire in Comune: siamo assolutamente disponibili ad ascoltare tutti i punti di vista e a trovare delle soluzioni".

 

L'assessore ha poi spiegato che le dimensioni dei due pioppi ne impongono un taglio pezzo-pezzo, procedendo dall'alto verso il basso. L'intervento sarà eseguito la settimana prossima e il suo costo è stimato tra 5 e 10 mila euro.

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