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21 luglio | 12:17

Siccità, esplode il caso del verde pubblico. Alberi sofferenti e foglie secche, l'opposizione chiede interventi: "E' urgente un nuovo sistema di irrigazione”

Nel mirino la gestione dell'irrigazione delle giovani alberature ad Aurisina e al Villaggio del Pescatore, e altre frazioni. Il sindaco: “In alcuni punti il terreno potrebbe non essere adatto, altrimenti sarebbero morti tutti e così non è stato. In periodi di siccità gli alberi devono imparare ad affondare le radici più in profondità per raggiungere più acqua, cosa che non avviene se irrigassimo regolarmente”

DUINO AURISINA (TRIESTE). Alberi sofferenti, ingialliti e con le foglie secche, anche nelle piazze principali dei paesi davanti alle sedi delle amministrazioni. Accade nel comune di Duino-Aurisina, nel Carso triestino, dove diverse piante accusano il colpo della grave ondata di siccità che ha investito la zona nelle ultime settimane. Per la gran parte si tratta di alberature giovani, che erano state piantate circa un anno fa, e che faticano a resistere a fronte della scarsità d'acqua ricevuta. Ma adesso qualcosa si muove per cercare di salvare gli alberi dall'arsura, dopo diverse segnalazioni dei cittadini in riferimento ad alcuni casi di piante morenti o in evidente difficoltà, i consiglieri comunali Massimo Romita e Sergio Milos, del gruppo Alleanza per Duino-Aurisina, hanno avanzato un'interpellanza rivolta all'amministrazione per avviare un intervento definito “urgente” sulla gestione dell'irrigazione tanto nei centri maggiori quanto nelle frazioni circostanti.

 

“La nostra richiesta riguarda l'attivazione urgente di un servizio comunale di bagnatura, o di irrigazione in corrispondenza di aiuole pubbliche – spiega Massimo Romita, raggiunto da Il Dolomiti -, con alberature che soffrono di più la siccità anche pesante che da qualche anno a questa parte riscontriamo. Attualmente le criticità più evidenti legate alla mancanza di irrigazione le individuiamo nella piazza nuova di Aurisina, che è stata inaugurata a marzo 2025 a seguito di un rinnovamento che comprendeva la piantumazione di giovani alberi autoctoni del territorio carsico come i lecci. Il problema è che in base alle segnalazioni ricevute e ai sopralluoghi le irrigazioni risultano effettuate solo in corrispondenza del monumento della piazza, ma negli alberi non è stato predisposto alcun sistema di irrigazione e soprattutto non è stato portato avanti alcun servizio di bagnatura delle piante. Situazioni simili le vediamo in diversi punti del territorio comunale, ad esempio anche a nella zona del Villaggio del Pescatore, dove anche in quel caso era stato ammodernato il lungomare, abbellito con dei giovani lecci ma spesso li devono sostituire perché non hanno mai attivato l'impianto di irrigazione, ed è chiaro che sostituire gli alberi ha un costo non irrisorio. Noi crediamo – conclude il consigliere – che con delle soluzioni controllate ci sia ancora il margine per un intervento d'irrigazione nonostante la siccità almeno durante il periodo estivo”.

 

Il problema solleva ancora una volta la non semplice questione legata alla gestione del verde pubblico. In quest'ambito la provincia di Trieste mostra in alcune aree uno squilibrio tra una certa carenza di alberi negli ambienti urbani, che d'estate assumono anche l'importante funzione di protezione rispetto alle cosiddette “isole di calore”, e gli spazi che si trovano invece al di fuori dei centri abitati principali, dove ampie distese boschive avanzano inesorabili ormai da anni anche nella zona del Carso. Una gestione che tuttavia non può prescindere da una visione sull'impiego dell'acqua di più ampio respiro, come ha rimarcato Igor Gabrovec, sindaco del comune di Duino Aurisina, che, interpellato da Il Dolomiti, ha precisato come sono stati scanditi gli interventi di irrigazione sul territorio, stabilendo parallelamente le priorità sull'utilizzo delle riserve idriche.

 

“Il problema legato alla sofferenza degli alberi nel nostro comune è oggettivo, ma la fase acuta della siccità è ormai alle spalle – esordisce il sindaco -, per quel che riguarda il caso dei lecci che vanno a seccarsi ho già fatto presente ai consiglieri che abbiamo inaugurato la piazza di Aurisina l'anno scorso con tredici nuovi giovani lecci, dei quali hanno attecchito tutti tranne due, che abbiamo sostituito con altri due che attualmente continuano ad essere in sofferenza, e che stiamo valutando assieme all'agronomo forestale che ha seguito il progetto se sostituirli nuovamente e insistere con quel tipo di albero, o se cambiare il luogo della piantumazione. Questo perché sospettiamo che in alcuni punti del terreno ci siano condizioni più ostiche per quel tipo di pianta. Anche in altre località del territorio comunale, come ad esempio a Sistiana, ci sono alcuni lecci piantati dalla precedente amministrazione, alcuni dei quali rigogliosi, altri in altrettanto stato di sofferenza, che dopo alcuni tentativi abbiamo deciso di togliere. Il fatto è che immaginare un'irrigazione continua sarebbe complicato e controproducente, e gli alberi devono imparare ad affondare le radici in profondità per raggiungere maggiori quantità di acqua per conto loro. Anche se fino ad ora non abbiamo avuto particolari mancanze d'acqua nel nostro comune, è chiaro che la siccità prolungata qualche difficoltà in tal senso la crea. Ciò ci impone una riflessione su quanta utilizzarne e in che modo, per questo abbiamo rilasciato un'ordinanza a inizio siccità che richiama all'utilizzo responsabile dell'acqua. Di per sé non credo che sia un problema di irrigazione perché altrimenti gli alberi sarebbero tutti morti e non è così. Sinceramente  – conclude il primo cittadino -, la siccità mi preoccupa di più per il rischio incendi. Fino ad ora il nostro comune ne è uscito indenne ma altri comuni vicini hanno subito diversi focolai e questo ci impone un'attenzione ancora maggiore e il risparmio delle risorse”.

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