"Gli alberelli sono troppo piccoli e pure vicino ai bidoni", le nuove "oasi d'ombra" in centro contro il caldo per ora non convincono tra polemiche e ironia
La posizione di alcune piante vicino ai bidoni inoltre fa sorridere alcuni passanti, ma il comune guarda al futuro: “Saranno ombrelloni naturali, mascherano elementi impattanti come i cassonetti dei rifiuti”

TRIESTE. Da inizio agosto, dopo Udine, anche a Trieste hanno iniziato a campeggiare delle installazioni particolari, presentate dal Comune come oasi d'ombra caratterizzate da alberi che fungono da riparo dal caldo torrido e si pongono in contrasto rispetto alla presenza sempre più incombente delle cosiddette “isole di calore”, che si concentrano soprattutto d'estate e nelle zone più aperte del centro città.
Si tratta di 13 stazioni pensate per favorire maggiore refrigerio, composte ciascuna da un giovane platano, con la chioma portata a crescere “a ombrello” grazie ad un telaio apposito in legno, sostenuto da un basamento in legno e acciaio.
L'installazione era stata presentata, tra gli altri, dal sindaco Roberto Dipiazza e dall'assessore comunale ai lavori pubblici Michele Babuder, nonché tra i principali promotori dell'iniziativa assieme, ricordano gli esponenti della giunta, all'assessore alla cultura Giorgio Rossi, recentemente scomparso (Qui articolo).
“L'iniziativa risponde al netto peggioramento degli scenari climatici – ha dichiarato Babuder-, che registrano un aumento termico precoce sin dalla primavera e ondate di calore intense. Le nuove alberature fungeranno da 'ombrelloni naturali' in aree strategiche del centro storico attualmente prive di zone verdi o dove non è possibile piantare alberi in terra”.

Nei giorni seguenti tuttavia non sono mancate le polemiche attorno ai nuovi platani, e specialmente la scelta dell'ubicazione di alcune di queste alberature mobili ha strappato un sorriso tra coloro che hanno visto per la prima volta i nuovi alberelli.
In particolare, le quattro fioriere disposte in piazza della Borsa, una delle tre location individuate, sono state collocate in prossimità dei cassonetti delle immondizie, suscitando qualche ironia da parte di certi passanti sorpresi, ed evidentemente non informati sull'iniziativa, che hanno ritenuto improbabile la scelta di fermarsi in quel punto.
Ma su questo aspetto l'assessore ha in realtà già specificato che tale scelta era consapevole per “abbellire” determinati spazi altrimenti meno appetibili della città.

“L'obiettivo è duplice – sottolinea Michele Babuder -: aumentare il benessere psicofisico della cittadinanza nelle ore più calde e riqualificare il paesaggio urbano, mascherando elementi impattanti come cassonetti dei rifiuti o stalli di sosta”.
A manifestare invece più di qualche perplessità è stata l'opposizione, che ha criticato in particolare le dimensioni esigue degli alberelli e la conseguente capacità ridotta di ombreggiare gli spazi, oltre all'assenza nel basamento della possibilità di sedersi che avrebbe potuto consentire maggiore riposo, come ha sottolineato la consigliera regionale Giulia Massolino, esponente anche di Adesso Trieste.
”Mentre in via Mercato Vecchio a Udine l'assessore Ivano Marchiol realizza un intervento coordinato – ha commentato Massolino -, con alberi già di dimensioni adeguate e con ampio spazio per gli apparati radicali, ma soprattutto con sedute comode che stimolino la socialità anche al di fuori dei luoghi di consumo, da noi si mette un unico alberetto che fa ombra solo sulla piastra di metallo sottostante, che ovviamente non va usata per sedersi. Questo fa il paio con il divieto di mangiare e bere in giardino pubblico, uno dei pochi rifugi climatici presenti in città, per via dei topi. In tutte le altre città europee invece si trovano tavoli da pic nic, sdraio, panchine, tavolini, qui si vieta persino di mangiarsi un panino al parco, come se fosse quello il problema dei ratti”.
E' chiaro che l'installazione di queste oasi d'ombra da parte dell'amministrazione sia in effetti un'operazione di lungo respiro, e negli ultimi giorni non sono state granché utilizzate. Si tratta di un progetto incentrato più che altro in previsione dei prossimi anni piuttosto che come soluzione ad effetto immediato, proprio in virtù delle ancora ridotte dimensioni degli alberi. In tal senso il Comune rende noto che i lavori di posizionamento delle restanti alberature mobili avverrà da qui a una ventina di giorni, ai quali seguiranno altri cento giorni di manutenzione da parte della ditta incaricata per massimizzare l'attecchimento e la crescita degli alberi durante il loro primo ciclo stagionale.


















