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FVG
04 settembre | 15:36

''Alberi trattati come scarti da cantiere'', è polemica sulle piante abbandonate sulla strada: ''Spettacolo desolante''

Non ci sono conferme ufficiali, ma la foto, che mostrano alberelli sofferenti molto simili a quelli installati in centro, hanno fatto il giro dei social. E' quindi presumibile che siano stati scartati nell'ambito di una selezione, l'auspicio è che vengano piantati prima che sia troppo tardi

Alberi trattati come scarti da cantiere'', è polemica sulle piante abbandonate sulla strada: Spettacolo desolante''

TRIESTE. E' ancora polemica sulla questione degli alberelli “in vaso” installati a Trieste per contrastare le isole di calore, nell'ambito del progetto del comune denominato “Oasi nei masegni”. Questa volta, a finire nel mirino sono state alcune foto, che hanno iniziato a comparire sui social, che ritraggono alcuni alberelli ormai rinsecchiti e quasi moribondi estremamente simili a quelli impiegati dal comune per l'arredo urbano, depositati sul margine della sede stradale in una via periferica della zona industriale.

 

Di dichiarazioni o conferme ufficiali al momento non ce ne sono, ma la conformazione di questi platani apparentemente, stando alle immagini poco rincuoranti che circolano in rete, abbandonati al loro destino, provvisti anche dello stesso genere di intelaiatura che obbliga la pianta ad una crescita secondo la forma obbligata, induce alla deduzione che si tratti del medesimo lotto di alberi acquistati dal comune per il discusso progetto, ma che verosimilmente non debbano aver superato una sorta di selezione da destinare al centro città, finendo con lo stazionare in una condizione che desta pesanti interrogativi sul loro destino. Sovviene in tal senso il dubbio che se, soprattutto in caso di conferma circa l'appartenenza di questi poveri alberelli residui al lotto voluto dal comune, questi alberelli “scartati” non avessero comunque diritto ad un destino migliore, come una ulteriore piantumazione in qualche area verde cittadina, se non altro per preservarne la vita. Per adesso la volontà di ricollocare queste alberature rimane un auspicio.

 

A porsi le stesse domande è stata anche Tiziana Cimolino, segretaria dei Verdi ed ex consigliera comunale di Trieste e promotrice della valorizzazione dell'ambiente, che, raggiunta da Il Dolomiti ha dichiarato: “Gli alberi sembrano a tutti gli effetti i 'gemelli' di quelli che abbiamo visto posizionati nelle piazze cittadine – ha commentato l'attivista -. È lo spettacolo desolante che ci si trova davanti oggi percorrendo la strada verso Muggia, a pochi passi dall'ecocentro locale, perché la fila di piante non si trova dentro una piantagione né in un vivaio curato, bensì posizionata sull'asfalto sconnesso del marciapiede, esposta alle intemperie e al calore estivo. Guardando da vicino, la situazione appare preoccupante: le piante non sono radicate nel terreno, bensì contenute in sacchi di plastica scura stropicciati di nylon neri. All'interno dei recipienti, la terra appare arida, ricoperta da foglie già ingiallite e secche. Le chiome, costrette nelle impalcature geometriche usate per l'arredo urbano, mostrano evidenti segni di sofferenza e disseccamento avanzato”.

 

Gli alberelli che invece sono stati posizionati come elemento di corredo e refrigerio urbano, sono stati già al centro di diverse polemiche. Dapprima per la giovane età, le ridotte dimensioni e la conseguente scarsa capacità di assolvere effettivamente alla funzione ombreggiante dichiarata, poi per la sofferenza al calore che a loro volta hanno progressivamente mostrato, e in ultima istanza per aver superato con evidenti criticità la messa alla prova del tipico vento di Trieste, che ai primi refoli di Bora dei giorni scorsi aveva pericolosamente inclinato di 45 gradi il fusto degli alberelli. Da lì era seguito il botta e risposta per mezzo stampa tra l'assessorato competente e la ditta incaricata riguardo le cause dell'evento e l'efficacia del criterio di piantumazione adottato.

 

La speranza è che, prima ancora dei loro “cugini” nei vasi in centro città, anche i giovani platani depositati sul marciapiede in condizioni preoccupanti apparsi in numerose foto, conoscano al più presto una nuova vita venendo trapiantati nel terreno, prima che sia davvero troppo tardi. “E' probabile che si tratti proprio degli esemplari destinati a qualche imminente intervento di arredo urbano o riqualificazione della viabilità – ha concluso Cimolino -. Cosa ne sarà di questi alberi? Resta l'amarezza di vedere il verde pubblico, risorsa fondamentale per la salute delle nostre città, trattato come mero materiale da cantiere temporaneamente parcheggiato sull'asfalto, in attesa che la burocrazia o i tempi di lavoro ne decidano la destinazione”.

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