“Per un maxi parcheggio abbattono pini storici e fanno scempio della baia più bella del golfo”. I residenti si oppongono all'abbattimento
Il “casus belli” della rimozione sono state le radici che creavano dei dossi sul terreno. L'appello dei residenti di Grignano, a Trieste, è stato raccolto dall'associazione “Costituzione 32” che ha presentato un esposto in Procura insieme a Legambiente Fvg: «Le radici sono solo un pretesto, si vuole realizzare un grande parcheggio al servizio di Miramare»

TRIESTE. Sta creando grande apprensione tra gli abitanti di Grignano, abitato costiero del comune di Trieste, l'abbattimento serrato degli storici pini che punteggiavano il lungomare. Ormai da mesi stanno venendo progressivamente rimossi e sull'area troverà invece spazio un ampio parcheggio. L'opera è ormai a metà strada: rimossi oltre una dozzina di alberi, tutti adulti e apparentemente in buona salute, e nelle intenzioni i restanti dovrebbero essere tolti nella seconda metà di ottobre, a partire dalla fine della regata “Barcolana”.
Il “casus belli” alla base dell'intervento sono le radici dei grandi pini, che da tempo comportano il rialzamento e la frattura in alcuni punti dell'asfalto, generando delle “gobbe” sul selciato che secondo l'amministrazione rappresentano un pericolo di inciampo per i passanti.
L'abbattimento di questi alberi in riva al mare è stato percepito dai residenti come un intervento calato “dall'alto”, messo in pratica senza tener conto dei desideri e delle necessità dei cittadini, e su questa base l'associazione “Costituzione 32”, che si occupa di questioni sociali e collegate alla salute pubblica, ha preso in mano l'appello dei residenti. Negli scorsi mesi è stata avviata una raccolta firme e presentato un esposto alla Procura, in forze congiunte con Legambiente Fvg, come ha spiegato a Il Dolomiti Walter Zalukar, presidente dell'associazione.
“La vicenda inizia alcuni anni fa – esordisce Zalukar -. Perché ancora nel 2021 era stato lo stesso presidente Fedriga ad assicurare un piano di riqualificazione di Grignano che non andasse a intaccare gli alberi. Il risultato oggi è ben diverso. Hanno cambiato idea per la questione delle radici, l'assessora regionale alle infrastrutture e territorio Cristina Amirante ha annunciato lo scorso maggio la rimozione dei pini. Ma di fatto quello delle radici è un pretesto, perché le soluzioni ci sarebbero. Il vero obiettivo è la realizzazione di un maxi parcheggio che serva il vicino castello di Miramare".
"Abbiamo presentato un esposto in Procura perché il problema è che non hanno le autorizzazioni per questi abbattimenti - continua -. Non si capisce perché la Soprintendenza non intervenga per la salvaguardia del paesaggio di quella che era la più bella baia del golfo di Trieste, che ora diventerà una distesa arida”.
In realtà la Soprintendenza ha predisposto la collocazione di un mosaico che presenterà un motivo ispirato al mare in sostituzione degli alberi, realizzato dai maestri mosaicisti della Scuola di Spilimbergo, che, pur di indiscutibile qualità, non può sostituire la valenza di un elemento naturale come quello rappresentato da una copertura alberata.
“Il valore degli alberi non è solo etico e paesaggistico, ma anche economico – spiega l'esponente di Costituzione 32 -. Si stima che uno solo di quei pini e di quelle dimensioni abbia un valore di circa 13 mila euro. Eliminarli tutti equivale a un danno che rasenta il mezzo milione di euro, per non parlare dell'ascensore che stanno ultimando. Un'opera che si eleva sul colle per un dislivello di appena venti metri e che necessiterà di manutenzione costante, visto che si trova sul mare esposto alla salsedine e ai venti di Bora, per un costo di oltre 7 milioni di euro che oggi sembrano buttati al vento”.


















