Un maxi parcheggio multipiano arroccato nella "cità vecia", il mega progetto nella zona di pregio culturale preoccupa i residenti: "La collina rischia di cedere"
Il progetto della struttura, un'enorme autorimessa di 6 piani e 90 posti auto, ha sollevato perplessità sotto diversi aspetti, a partire dal rischio idrogeologico. La presidente di circoscrizione: “Con un altro edificio la collina rischia di cedere”

TRIESTE. Un enorme parcheggio multipiano seminterrato e rivestito in acciaio da impiantare direttamente nel centro storico di Trieste, dove oggi sorgono alberi, vecchi muri in arenaria e ville ottocentesche.
E' il nuovo caso che sta facendo discutere in questi giorni i residenti di via Tigor, strada a tratti pedonale che si inerpica lungo il colle di San Vito che a sua volta si erge di fronte a San Giusto, nel pieno della città vecchia. Un rione, quello di “cità vecia”, dal sapore antico che oggi si trova a vivere un vero e proprio cortocircuito: da un lato, nel suo insieme, è il luogo che ha ispirato numerosi autori della letteratura e del cinema, le cui opere avrebbero successivamente improntato un grande impulso alla frequentazione di massa di Trieste come una città di cultura, ma dall'altro, per fare spazio a questo afflusso di turisti in costante crescita, ecco che la fisionomia del centro storico stesso sta progressivamente mutando, come ben evidenzia il tanto comodo quanto criticato per l'estetica impattante il “Park San Giusto”, la cui inaugurazione risale al 2015.
Secondo i piani dei progettisti della ditta “Joyce Park Srl”, il maxi-garage di via Tigor sarà un'opera imponente, che conterrà 6 livelli e oltre 90 posti auto, e ha già visto una quota di prenotazioni degli stalli che si aggira già sull'ordine dell'80% benché tale progetto sia ancora solo sulla carta. In questi giorni sono in corso una serie di incontri in sede di circoscrizione tra i progettisti, costruttori, esponenti della politica locale e amministrazione comunale al fine di discutere la realizzazione dell'autorimessa, ma all'ultima assemblea, tenutasi lo scorso 15 settembre, è stato sorprendente constatare l'elevato numero di cittadini e residenti accorsi per capire come sarà la grande opera, come ha raccontato per Il Dolomiti Deborah Borca, consigliera comunale di Adesso Trieste e presidente della IV circoscrizione.
“C'è stata un enorme partecipazione del pubblico, oltre cento persone, ero molto stupita – dichiara la consigliera -, e questo indica quanta preoccupazione c'è nei confronti di questa costruzione da parte della popolazione. Una preoccupazione che si concentra su vari aspetti a partire dalla stabilità, perché sul terrapieno attuale sorgono due case enormi, tra le quali rientra anche l'antico cenobio degli armeni e alcuni temono che con tutte queste costruzioni la collina possa cedere, considerando che dei problemi in tal senso già ci sono infatti una decina d'anni fa avevano messo dei tiranti sui vecchi muri di arenaria. Senza dimenticare che nella parte bassa di via Tigor e nelle immediate vicinanze ci sono ben tre scuole attualmente in ristrutturazione, e l'apertura di un ulteriore cantiere sarebbe problematica".
"Dopodiché una certa apprensione è data anche dal fattore idrogeologico, data la cospicua presenza di acqua nel terreno, ci sono diverse falde e si teme che creando un 'bunker' di cemento l'acqua ai lati rischi di scendere più velocemente. Inoltre quella è una parte di Trieste molto caratteristica tanto che era diventata set per numerosi film. E poi soprattutto mi chiedo, è giusto andare a inserire l'entrata di un garage enorme come quello in una via pedonale? Oltre al problema – conclude Borca – dell'eliminazione degli alberi presenti, per i quali giova sottolineare che Trieste è la terza città in Italia per isole di calore”.
La pratica è stata avviata e inoltrata agli uffici competenti, al momento non risultano effettuate perizie e valutazioni tecniche eseguite sul campo, anche se l'auspicio dei costruttori sarebbe quello di poter avviare il cantiere già entro l'anno.
L'assessore all'urbanistica Michele Babuder, presente all'incontro della scorsa settimana, aveva sottolineato come, trattandosi di un'area di proprietà privata, il comune poco potrà fare se non verificare che i lavori si svolgano nella piena ottemperanza delle norme vigenti. La prossima assemblea si terrà domani, 22 settembre, e sarà quello il momento in cui verrà espresso, tramite votazione, il parere della circoscrizione in merito all'opera, una votazione che tuttavia avrà esito non vincolante.














