"Ciclovia del Garda: non c'è trasparenza sui costi e grave impatto ambientale". Lucia Coppola: "Dubbi sull'utilità dell'opera e rischi di instabilità geologica"
La consigliera provinciale di Avs interviene sul tema della Ciclovia del Garda: "La realizzazione della Ciclovia del Garda lungo il versante trentino sta sollevando crescenti e fondate preoccupazioni non solo sotto il profilo finanziario e della sicurezza, ma anche per quanto riguarda l'utilità stessa dell'infrastruttura e il suo devastante impatto sull'ecosistema e sul paesaggio di uno dei tratti costieri più delicati e iconici d'Europa"

TRENTO. “La realizzazione della Ciclovia del Garda lungo il versante trentino sta sollevando crescenti e fondate preoccupazioni non solo sotto il profilo finanziario e della sicurezza, ma anche per quanto riguarda l'utilità stessa dell'infrastruttura e il suo devastante impatto sull'ecosistema e sul paesaggio di uno dei tratti costieri più delicati e iconici d'Europa”.
A dirlo è la consigliera provinciale Lucia Coppola di Alleanza Verdi e Sinistra che sul tema ha presentato alla Giunta un'interrogazione.
“Nonostante le forti e reiterate epifanie di dissenso espresse dalle associazioni ambientaliste dell'intero bacino lacustre e da ampia parte della cittadinanza – afferma Coppola – il progetto prosegue attraverso continui adattamenti e interventi pesanti che rischiano di sfigurare irreparabilmente le falesie della Gardesana”.
In merito alla sostenibilità, all’utilità e all’impatto ambientale l’opera, la consigliera sottolinea come questa sia stata “presentata originariamente come un'infrastruttura di mobilità dolce e sostenibile”, ma “rischia nei fatti di trasformarsi in una cattedrale nel deserto ad alto impatto”.
“I pesanti interventi d'ingegneria come scavi, sbancamenti, allargamento di gallerie, strutture a sbalzo e tirantature nei fianchi della montagna – scrive Lucia Coppola – comportano una vera e propria devastazione del patrimonio naturale, con la compromissione irreversibile delle pareti rocciose e del paesaggio naturale del Garda. Ci si chiede pertanto quale sia la reale utilità di un'opera il cui rapporto tra costi, economici e ambientali, e benefici appare sempre più sbilanciato”.
E poi la nota entra nel merito degli interventi. “Si apprende che la sola riprofilazione (allargamento) delle gallerie Limniadi e Titani richiederà una spesa supplementare stimata in oltre 2 milioni di euro. È sconcertante che tale rilevante onere finanziario non sia stato presentato in modo chiaro e trasparente alla cittadinanza o alla Terza Commissione permanente durante il sopralluogo del 15 settembre scorso alla quale ho partecipato, bensì esplicitato solo tra le clausole contrattuali della determina del 10 settembre relative alla relazione paesaggistica”.
La consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra spiega poi come le analisi tecniche svolte fin dal 2001 dal Professor Eugenio Castelli dell'Università di Trieste avessero “chiaramente certificato la qualità 'globalmente scadente' dell'ammasso roccioso lungo la vecchia Gardesana, definendo insostenibile la sua messa in sicurezza definitiva”.
"Fu proprio in seguito a quegli studi e al tragico crollo del 1999", continua Coppola, “che la viabilità stradale fu spostata nella galleria Casagranda, ben più all'interno della montagna. Risulta pertanto incomprensibile la scelta di realizzare l'Uf2 Sperone Ponale e altri tratti proprio sul vecchio e pericoloso sedime abbandonato”.
“L'imprevedibilità del comportamento della roccia”, specifica Lucia Coppola, “continua a manifestarsi con frequenti crolli in corso d'opera, confermando che l'azione degli agenti esogeni e i cicli termici rendono l'area strutturalmente instabile e soggetta a cedimenti improvvisi”.
Alla luce di queste premesse, vengono specificati i punti salienti dell'interrogazione rivolta direttamente al presidente Maurizio Fugatti a cui viene chiesto “se la Giunta non ritenga opportuno effettuare un'analisi costi-benefici aggiornata ed effettiva che valuti la reale utilità dell'opera, a fronte dei costi economici ormai fuori controllo e dei danni ambientali irreparabili inflitti al patrimonio naturale delle falesie del Garda”.
Ma anche “quali garanzie e valutazioni di impatto paesaggistico siano state predisposte per limitare la devastazione visiva e naturale derivante dagli imponenti interventi di allargamento delle gallerie e di consolidamento delle pareti rocciose e per quali ragioni l'extra-costo di oltre 2 milioni di euro per le gallerie Limniadi e Titani sia stato inserito unicamente in una determina per l'affidamento di servizi tecnici senza una previa e trasparente comunicazione alla Commissione consiliare competente”.
Lucia Coppola chiede poi “come si giustifichi la decisione di far passare l'infrastruttura sul vecchio tracciato costiero, come per l'Uf2 Sperone Ponale, sapendo che fu dismesso e spostato all'interno della montagna proprio a causa dell'impossibilità di garantirne la sicurezza geologica” e infine “qual è l'importo complessivo aggiornato finora stanziato per far fronte alle continue varianti d'opera imposte dagli imprevisti geologici e dai cedimenti rocciosi verificatisi dall'inizio dei lavori a oggi”.


















