"Per il nuovo trampolino in val di Sole si riutilizza il materiale dismesso da quello di Predazzo? Sembra compromesso in più punti, ci sono state verifiche?"
Interrogazione in Provincia di Lucia Coppola, consigliera provinciale di Alleanza Verdi Sinistra, sulla riqualificazione dei trampolini di Pellizzano: "Si riutilizza il materiale plastico proveniente da Predazzo? Quali verifiche tecniche, conformità e ricadute sul collaudo dell’opera?"

PELLIZZANO. Il riutilizzo di materiale plastico proveniente dal trampolino di Predazzo per la nuova struttura di Pellizzano: quali verifiche tecniche, conformità e ricadute sul collaudo dell'opera? A chiederlo Lucia Coppola, consigliera provinciale di Alleanza Verdi Sinistra.
"Il trampolino Hs66 di Pellizzano - spiega Coppola - rappresenta un investimento pubblico di rilevante entità e, proprio per questo, ogni scelta relativa ai materiali utilizzati deve essere adeguatamente motivata e supportata da verifiche tecniche e documentali, soprattutto quando si tratta di componenti precedentemente impiegati in una struttura oggetto di dismissione".
Un'opera in val di Sole già trattata diverse volte dall'esponente di Alleanza Verdi Sinistra per alcune criticità, ma anche per i ritardi nella messa a terra delle strutture. Un progetto avviato nel 2018 e in questi anni c'è stato anche un aumento dei prezzi (Qui articolo).
"E' stata segnalata la presenza, ai piedi del trampolino Hs66 di Pellizzano, di materiale plastico usato proveniente dalla struttura dismessa di Predazzo, apparentemente destinato al reimpiego sul nuovo impianto", dice Coppola. "E' stato inoltre possibile osservare direttamente alcuni dei materiali in questione. In particolare, il materassino sottostante, destinato a svolgere una funzione di assorbimento e attenuazione nella zona di appoggio degli sci, appare in più punti fortemente compresso e presenta segni di danneggiamento, con strappi e rotture riconducibili alla precedente installazione e alla successiva rimozione dalla struttura in val di Fiemme. Anche le reti destinate a essere collocate sopra il materassino e fungere da supporto alle spazzole in materiale plastico presentano, per quanto riscontrabile visivamente, diversi danneggiamenti conseguenti alla precedente installazione e alla successiva rimozione. Sono state inoltre osservate le spazzole in materiale plastico provenienti dal trampolino di Predazzo, che, rispetto a materiale nuovo dello stesso tipo, appaiono particolarmente rigide e poco flessibili. Tale circostanza rende opportuno verificare se gli anni di precedente utilizzo e di esposizione agli agenti atmosferici e agli sbalzi di temperatura possano aver modificato le caratteristiche originarie dei materiali e, conseguentemente, le loro prestazioni".
Queste osservazioni "non consentono, naturalmente, di formulare valutazioni circa l’effettiva idoneità dei materiali al reimpiego, trattandosi di aspetti che richiedono specifiche competenze tecniche e verifiche documentali. Proprio per questo appare necessario chiarire se i materiali provenienti da Predazzo siano stati sottoposti, prima del loro eventuale reimpiego, a specifiche verifiche da parte di tecnici competenti e se siano disponibili certificazioni, attestazioni o altra documentazione idonea a comprovare lo stato di conservazione, le caratteristiche prestazionali, la sicurezza e la vita utile residua dei materiali".
La consigliera provinciale di Alleanza Verdi Sinistra chiede in un'interrogazione conferme sul riutilizzo del materiali, se fosse fosse già previsto negli atti progettuali e contrattuali dell’opera e se sia stata verificata la piena compatibilità dei materiali recuperati con i requisiti tecnici, di sicurezza, di collaudo e di omologazione previsti per il nuovo trampolino, nonché quali garanzie siano state acquisite in relazione alla piena funzionalità dell’impianto e all’assenza di futuri oneri aggiuntivi per la pubblica amministrazione.
"Assume inoltre particolare rilievo verificare se il riutilizzo di materiali già impiegati su un’altra struttura sia compatibile con tutti i requisiti tecnici e di sicurezza previsti per il nuovo trampolino e, soprattutto, quali eventuali conseguenze possa avere tale scelta sul successivo collaudo e sull’omologazione dell’impianto, anche al fine di evitare prescrizioni, interventi correttivi o ulteriori costi a carico della pubblica amministrazione", conclude Coppola.













