"Una nuova terrazza panoramica per i turisti in montagna? Ennesima 'esperienza fotografabile', natura trattata come un parco divertimenti. Vogliamo davvero questo?"
La riflessione di Europa Verde Alto Garda: "È un passo ulteriore verso un’idea di turismo che tende a trasformare ogni panorama in un'attrazione e ogni luogo in uno sfondo per un’esperienza preconfezionata, con tutto ciò che questo comporta in termini di aumento dei flussi e di pressione su sentieri, strade e ambienti naturali"

RONZO CHIENIS. "Una nuova terrazza panoramica sul Monte Creino, affacciata sul Garda. Un'opera di cui francamente non si avvertiva una particolare necessità: il panorama, da quelle parti, esiste già e funziona benissimo senza bisogno di ulteriori ausili. La domanda è dunque: che cosa sta dietro al bisogno di investire risorse per antropizzare un poggiolo naturale dal quale, da sempre, si ammira il Garda?".
La riflessione è di Europa Verde Alto Garda, i cui esponenti sono scettici (per usare un eufemismo) sull'avvio dei lavori per realizzare questa nuova "attrazione turistica" in quota: "L'esito di questa iniziativa evidentemente è quello di alimentare una visione del territorio come un grande 'Altogardaland' - scrivono -, nel quale ogni luogo deve essere attrezzato, tematizzato e trasformato in un’esperienza facilmente fotografabile e condivisibile. Come se la natura, nella sua nuda bellezza, non fosse più sufficientemente eloquente e avesse bisogno di essere corredata da un manufatto per diventare una destinazione, un punto sulla mappa turistica come un'attrazione nel parco divertimenti".
"È un passo ulteriore verso un’idea di turismo che tende a trasformare ogni panorama in un’attrazione e ogni luogo in uno sfondo per un’esperienza preconfezionata, con tutto ciò che questo comporta in termini di aumento dei flussi e di pressione su sentieri, strade e ambienti naturali. Certo è una cosa piccola, nella nostra valle, ma emblematica".
La questione infatti, secondo Europa Verde, non è soltanto una terrazza sul Monte Creino. "Si tratta di capire quale idea abbiamo del nostro territorio: quella di un bene comune, il cui valore sta anche nella possibilità di lasciarlo semplicemente essere, oppure quella di un prodotto da confezionare, promuovere e mettere sullo scaffale delle merci turistiche, un’attrazione dopo l’altra? Perché forse il vero lusso, oggi, sarebbe lasciare qualche panorama senza bisogno di aggiungerci qualcosa", concludono.

















