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''Il 'Cinema sul Garda'? Pensano che i cittadini siano dei poveri idioti incapaci anche di ammirare un panorama?''

Luca Rota prende posizione su un'opera che sta ricevendo più critiche che complimenti: ''E' come se i suoi promotori attraverso di essa ci stessero dicendo: «Siccome siete scemi e incapaci di vedere il panorama che c’è lassù, vi mettiamo noi una terrazza attrezzata di cemento, legno e metallo per osservarlo. Per cui ringraziateci che ve l’abbiamo piazzata lì!». Ma sono seri?''

Il 'Cinema sul Garda'? Pensano che i cittadini siano dei poveri idioti incapaci anche di ammirare un panorama?''
di L.P.

RONZO-CHIENIS. ''E niente, siamo sempre alle solite: certi soggetti istituzionali considerano i cittadini che da escursionisti frequentano le montagne dei poveri idioti, al punto da non essere capaci di ammirare e godere un panorama senza qualcosa di artificiale messo lì a tale scopo''. Comincia così la riflessione di Luca Rota esperto di montagna e territori, autore di sedici libri di poesia, narrativa e saggistica (i più recenti sono Il Miracolo delle dighe e l’atlante illustrato Montagne) sul discusso ''cinema sul Garda'' voluto dal comune di Ronzo-Chienis sul monte Creino. Una cosa effettivamente di cui non si sentiva assolutamente bisogno: uno spiazzo con delle sedie poste vista lago per ammirare il panorama. 

 

Il sindaco di Ronzo-Chienis, Gianni Carotta, ha difeso l'opera spiegando che così ora al belvedere potrà accedere anche chi prima ne era escluso: nel contesto della progettualità è stata infatti riordinata la viabilità della zona per permettere l'accesso anche a chi ha problematiche legate alla deambulazione. Ma le perplessità restano e restano le più che sensate critiche (qui la posizione del Wwf) dal punto di vista culturale all'ennesima opera che avvicina la montagna alla logica del parco divertimenti.

 

''E' l’ennesima installazione panoramica piazzata in un luogo dove il panorama c’è già e non serve nulla per poterlo ammirare se non la più ordinaria, spontanea sensibilità verso il paesaggio e il suo valore culturale - prosegue Rota -. Dunque è come se i suoi promotori attraverso di essa ci stessero dicendo, appunto: «Siccome siete scemi e incapaci di vedere il panorama che c’è lassù, vi mettiamo noi una terrazza attrezzata di cemento, legno e metallo per osservarlo. Per cui ringraziateci che ve l’abbiamo piazzata lì!». Ma sono seri?''.

 

''Sinceramente - aggiunge - a me la terrazza del Monte Creino sembra solo l’ennesima inutile turistificazione di un luogo naturale montano ad uso per lo più agricolo, per la quale a colpi di ruspa si piazza un’infrastruttura fuori luogo e autoreferenziale in base a un modello di fruizione turistica insulso e banalizzante. D’altro canto, mi viene da pensare, l’hanno chiamata “Cinema sul Garda” non a caso: il cinema, inteso come luogo fisico, è il posto nel quale si vanno a vedere i film cioè opere di finzione ovvero, tecnicamente, illusioni ottiche. Forse è così che i promotori della nuova terrazza considerano anche l’ambiente naturale e i suoi panorami? Cioè, una illusione da poter “vendere” e consumare come prodotto turistico, a discapito del senso vero del luogo e della relazione autentica che vi si dovrebbe intrattenere per godere consapevolmente della sua bellezza?''.

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