Terrazza panoramica sul Creino, il Wwf: “Il 'Cinema sul Garda' serviva davvero? Stessa logica delle panchine giganti: così si alimenta l'overtourism”
L'associazione ambientalista interviene sul progetto di Ronzo-Chienis dopo le parole del sindaco, Gianni Carotta, a il Dolomiti: “Il primo cittadino definisce chi ha a cuore l'ambiente 'quelli del no'? Ma dopo anni di osservazione del territorio, i nostri 'no' sono stati ascoltati solo raramente, e col tempo non poche delle nostre perplessità si sono rivelate fondate”

RONZO-CHIENIS. Continua la discussione in merito al “Cinema sul Garda”, la nuova terrazza panoramica – con tanto di sedute rivolte al lago di Garda – in corso di realizzazione sul Monte Creino, nel territorio comunale di Ronzo-Chienis.
A intervenire è il Wwf Trentino Alto Adige/Südtirol, che sui social si chiede ironicamente se un “cinema” rivolto verso il Benaco, lassù, servisse davvero. Ma procediamo con ordine.
Dopo un primo attacco all'opera da parte di Europa Verde Alto Garda infatti (Qui Articolo), il sindaco di Ronzo – Gianni Carotta – aveva replicato (Qui Articolo), specificando “a chi dice sempre 'no'” come il progetto fosse stato pensato per “includere anche chi lassù, a piedi, non ci può arrivare”.
“Abbiamo rimesso a posto una strada già esistente – aveva spiegato Carotta a il Dolomiti – che permette di raggiungere il punto panoramico anche in auto. L'accesso rimarrà vietato ai mezzi non autorizzati, ma verrà garantito ai disabili che vogliono godersi il panorama”. “Chi ha criticato – ha aggiunto – lo ha fatto senza sapere quale fosse il fine”.
L'associazione ambientalista ha controreplicato partendo da una domanda: “Il panorama non esisteva già? Da lassù il Garda si ammira da sempre, senza bisogno di aggiunte. Che senso ha allora spendere risorse (a prescindere da dove provengano) per attrezzare un poggiolo naturale? Forse per far sì che la gente venga a vedere le sedute, e non la veduta?”.
“E' la stessa logica – continuano i responsabili del Wwf – delle panchine e delle sedie giganti: oggetti pensati per essere fotografati e condivisi, che richiamano flussi di visitatori e alimentano l'overtourism, in un territorio dove già ci si interroga su come gestire le presenze sul Garda. A questo si aggiunge il problema del consumo continuo di suolo, spesso trasformato in spazi funzionali all'attrattività turistica, tra nuove installazioni, infrastrutture e opere di valorizzazione. Un processo che rischia di compromettere ulteriormente l'equilibrio paesaggistico e ambientale del territorio, riducendo gli spazi naturali e alimentando un modello di sviluppo che sembra privilegiare la fruizione immediata e la visibilità sui social rispetto alla tutela del paesaggio e alla sostenibilità nel lungo periodo”.
Prendendo in considerazione in particolare le parole di Carotta, scrive il Wwf: “Il sindaco replica che l'opera nasce per includere chi non può salire a piedi, grazie a una strada già esistente. L'obiettivo è condivisibile, ma ogni strada riaperta o sistemata in quota, anche con accessi regolamentati, è un precedente da osservare con attenzione. Manca poi un po' di originalità: l'opera è sostanzialmente identica al Knottnkino di Verano (Bolzano)”.
“Ci chiediamo anche – concludono –: quanti altri punti panoramici di questo tipo sorgeranno, ora che la moda ha preso piede? Gentile sindaco di Ronzo Chienis, definisce chi ha a cuore l'ambiente 'quelli del no'. Ma dopo anni di osservazione del territorio, i nostri 'no' sono stati ascoltati solo raramente, e col tempo non poche delle nostre perplessità si sono rivelate fondate”.













