“Una ferrovia subacquea che attraversa il golfo”, un'ipotesi rimasta sottotraccia, ma che ora fa discutere. Il M5S: “Preoccupante. Avrebbe impatto terribile sull'ambiente”
È spuntata in questi giorni un’ipotesi di progetto, contenuta negli elaborati preliminari del Piano di governo del territorio e deliberata in via preliminare dalla giunta regionale lo scorso luglio, che collegherebbe Trieste e Monfalcone tramite una ferrovia sottomarina. Non sono ancora chiari i dettagli dell'opera, né da chi l'idea sia scaturita. Capozzi: “Vorremmo sapere su quali basi si fondi quest'idea”

TRIESTE. Un corridoio ferroviario che attraversa per intero il golfo di Trieste, passando sott'acqua. Non si tratta di uno scenario fantascientifico, ma di un'ipotesi trapelata in questi giorni che sta facendo molto discutere nelle aule della politica della Regione.
Stiamo parlando di una delibera della giunta regionale dello scorso 31 luglio, inserita negli elaborati del progetto del Piano di governo del territorio (Pgt). Un progetto, adottato in via preliminare, che fa riferimento alla realizzazione di un passaggio ferroviario sottomarino tra Monfalcone e Trieste.
Questa ipotesi è rimasta a lungo sottotraccia, tanto che non è chiaro quale componente della giunta regionale l’abbia proposta. È quello che si è chiesta in questi giorni la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Maria Rosaria Capozzi. Il 20 ottobre scorso la consigliera ha, infatti, depositato un’interrogazione per chiedere chiarimenti all’assessora alle infrastrutture, Cristina Amirante, sullo stato di alcune opere strategiche. Tra i temi sollevati ci sono i lavori al Trieste Airport, il potenziamento della ferrovia Venezia-Trieste, gli interventi legati ai fondi PNRR e il futuro della tratta Trieste-Monfalcone.
Ed è proprio in quest'ultimo frangente che spiccano le delucidazioni richieste in merito all'ipotetico raccordo ferroviario sottomarino, che secondo il documento dell'interrogazione dovrebbe iniziare in
prossimità di Campo Marzio a Trieste, ed estendersi fino a Monfalcone.“La deliberazione di questo progetto è preoccupante e ci fa molto specie – ha dichiarato Capozzi a Il Dolomiti -. Chiediamo
chiarimenti perché non parliamo di una semplice strada ma di qualcosa di enorme, che avrebbe un impatto sconvolgente a livello ambientale ma anche economico. Vorremmo sapere che cosa abbia fatto scaturire quest'idea e conoscere nel dettaglio quale sia la visione della giunta alle spalle di questa proposta, così come capire su quali valutazioni tecniche e progettuali si fondi, nonché quale sia il suo effettivo ruolo nella pianificazione regionale. Tutte istanze alle quali bisogna dare risposta”.
I tempi per delle risposte ufficiali tuttavia, potrebbero essere piuttosto dilatati, come osservato dalla consigliera pentastellata. “Una risposta arriverà necessariamente perché l'interrogazione è stata già depositata, ma potrebbero volerci dei mesi perché i tempi dell'Aula sono molto lunghi”.
Al momento non sono ancora chiari i dettagli dell'opera, nè quali risorse possano essere impiegate per la sua eventuale progettazione. Ma l'interrogativo più grande che rimane al centro del discorso riguarda l'aspetto dell'impatto sull'ambiente, per il quale è necessario comprendere, come richiamato anche da Capozzi, come l'infrastruttura possa conciliarsi con le precedenti valutazioni che avevano espresso pareri negativi già nel 2016 in merito a progetti di nuove gallerie ferroviarie realizzate sul Carso.













