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FVG
28 settembre | 10:37

Piante ed erbacce crescono tra le tessere dell'antico mosaico paleocristiano, l'allarme dei residenti: "Così si rovina, siamo preoccupati"

La segnalazione è stata pubblicata su Facebook e arriva dal centro storico della città di Grado e riguarda l'antica pavimentazione della Basilica della Corte, situata proprio davanti al municipio. Si tratta di una delle testimonianze più importanti della storia della città

Piante ed erbacce crescono tra le tessere dell'antico mosaico paleocristiano

GRADO. Un mosaico paleocristiano del IV secolo situato in pieno centro, che inizia a mostrare evidenti segni di degrado.

 

Ciuffi d'erba e vegetazione fuoriescono tra le tessere e dalle fughe, in una situazione che ha iniziato a preoccupare i residenti che chiedono un intervento repentino per salvaguardare l'opera.

 

È la segnalazione che arriva via social dal centro storico di Grado, l'isola in provincia di Gorizia che attrae ogni anno decine di migliaia di persone, tra turisti, bagnanti e visitatori. Su un gruppo Facebook di cittadini gradesi denominato “Fan di graisani.com”, un utente ha postato la foto qui riportata con un commento che rende bene l'apprensione manifestata anche dalle tante reazioni che la pubblicazione ha generato. “Volevo segnalare il degrado del mosaico – esordisce il post -, nella zona archeologica antistante il municipio. Le erbacce passano attraverso le tessere e lo stanno rovinando”.

 

Questo mosaico, che affiora nell'odierna piazza Biagio Marin tra il palazzo del Comune e la Casa della musica, è un'area ricavata da una serie di scavi condotti oltre un secolo fa, e in tempi più recenti lasciata alla libera fruizione del pubblico grazie all'installazione di passerelle che consentono di osservarlo da vari punti di vista.

 

Le ricerche compiute da allora hanno consentito di individuare questa raffinata pavimentazione, appartenente all'antica Basilica della Corte, come parte di almeno due strutture religiose realizzate in successione tra il IV e il V secolo, che vanno a comporre uno dei più importanti complessi paleocristiani dell'alto Adriatico di cui abbiamo evidenza ai giorni nostri.

 

I mosaici presentano motivi geometrici e iscrizioni votive, nonché elementi simbolici tipici dell'area mediterranea dell'epoca tardo-antica, quali ad esempio il celebre Nodo di Salomone e ricorrenti anche in altri siti analoghi quali la vicina Aquileia, Trieste, Parenzo e altri ancora.

 

Le strutture di quell'epoca sono inoltre la testimonianza della vivacità culturale ancora presente nella zona alle soglie del Medioevo, e del ruolo strategico come fondamentale “avamporto” giocato dal sito Grado all'epoca, nei confronti del retroterra aquileiese, di cui ancora molto rimane da indagare.

 

Ecco quindi che l'eventuale deperimento di quest'opera di oltre millecinquecento anni non comporta semplicemente un problema estetico, quanto l'intaccamento di una delle tracce più antiche e riconoscibili di Grado.

 

L'auspicio è dunque che le amministrazioni locali raccolgano la segnalazione e intervengano al più presto per verificare lo stato di conservazione dell'area e salvare l'antico mosaico, prima che la vegetazione possa causare ulteriori danneggiamenti.

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