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FVG
07 ottobre | 19:03

Parroco risistema i muretti di una vecchia chiesetta e viene denunciato: ''Qui ruderi ancora dalla Grande Guerra. Li abbiamo solo messi un po' in sicurezza''

Oltre al parroco è stato deferito anche un residente del posto per mancanza di autorizzazioni. Il fatto riguarda i resti di una chiesetta di origine secolare situata a Jiamiano, nel Carso della provincia di Gorizia. L'antico santuario venne infatti distrutto durante la prima guerra mondiale e ancora oggi rimane in uno stato di rovina

Parroco risistema i muretti di una vecchia chiesetta e viene denunciato: Qui ruderi ancora dalla Grande Guerra

DOBERDO' DEL LAGO (GORIZIA). Due persone sono state denunciate per abuso edilizio e paesaggistico per aver intrapreso di propria iniziativa la risistemazione di alcuni muretti superstiti appartenenti ai resti di una vecchia chiesetta distrutta all'epoca della prima guerra mondiale, poiché privi delle autorizzazioni necessarie. E' successo nel comune di Doberdò del Lago, nel Carso goriziano, e il sito in questione è la chiesa oggi in rovina della Santa Croce di Jamiano, situata nell'omonima frazione pressi del cimitero del paese.

 

A essere deferiti all'autorità giudiziaria sono stati un imprenditore locale nonché il parroco di una chiesa vicina, don Ambrož Kodelja della parrocchia di San Martino Vescovo a Doberdò, attivo già da diversi anni in un'ampia opera di divulgazione e valorizzazione dello storico sito, le cui origini vengono fatte ricondurre da alcuni studiosi perfino alla seconda metà del Cinquecento. Il parroco ha così recentemente deciso di intervenire con dei piccoli restauri su alcuni dei muretti del rudere ancora in piedi per preservarli dal deterioramento del tempo, ma il gesto gli è costato la denuncia a causa del vincolo paesaggistico vigente sulla struttura e dell'assenza delle autorizzazioni della Soprintendenza.

 

“Mi rammarico per la vicenda – dichiara don Ambrož Kodelja interpellato da Il Dolomiti -, anche perché è un problema più per alcuni paesani che non per me. Io assieme a un signore che vive qui vicino abbiamo semplicemente sistemato un po' e messo della malta su due muretti per renderli più solidi. La denuncia è partita da una signora che passava di lì, ma alla base ci sono soltanto invidie e diatribe tra famiglie, ma poi di fatto qui ci sono ancora dei ruderi della guerra e siamo noi gli unici ad avere realmente a cuore questo posto. Per adesso non ho novità su un eventuale processo e non so che cosa accadrà in futuro”.

 

La chiesa della Santa Croce di Jamiano è in effetti un sito particolarmente rappresentativo di quelle zone. Dopo varie fasi di restauro avvenute a metà dell'Ottocento, l'abitato di Jamiano si trovò nel bel mezzo del fronte della grande guerra, e durante le ripetute battaglie dell'Isonzo la chiesa venne distrutta così come buona parte del paese, che poi è stato ricostruito, e dell'antico santuario oggi rimangono visibili le parti basse del perimetro e dell'altare, insieme ad alcune tracce degli affreschi.

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