Dai badili alle maschere antigas: vanno sul ghiacciaio a caccia di reperti della guerra (FOTO), 9 recuperanti “beccati” dai forestali
L'intervento dei forestali sul ghiacciaio di Lares: “Quei reperti – dice la Pat – raccontano la storia del territorio e, allo stesso tempo, possono rappresentare un pericolo per chi frequenta la montagna. Il bilancio dell'operazione è di 40 persone controllate e 9 sanzioni amministrative elevate”

TRENTO. In quota a caccia di reperti della Grande Guerra: 9 “recuperanti” sanzionati sul ghiacciaio di Lares. A portare avanti l'operazione è stato il Corpo forestale del Trentino, che hanno controllato in tutto ben 40 persone.
“Badili, ramponi, borracce e maschere antigas – scrive la Provincia nel comunicare l'intervento –. Ma anche oggetti in cuoio, occhiali, bottiglie per farmaci e barattolame. E ancora: frammenti di munizioni e ordigni bellici. Residui di una guerra combattuta oltre un secolo fa a più di 3mila metri di quota. Tracce concrete della vita dei soldati sul fronte della Grande Guerra che il Corpo forestale del Trentino ha trovato e sequestrato ai 'recuperanti' durante l'attività di vigilanza sul ghiacciaio di Lares. Quei reperti raccontano la storia del territorio e, allo stesso tempo, possono rappresentare un pericolo per chi frequenta la montagna”.
Il personale del Corpo forestale, continuano le autorità, appositamente formato, ha agito sul doppio fronte della sicurezza e della tutela del patrimonio storico. L'attività è stata svolta tra metà agosto e metà settembre nell'area compresa tra il passo di Cavento, le creste dei Folletti e la cima del Carè Alto. Nel corso dei controlli, come detto, è stato sequestrato materiale di diversa natura, riconducibile soprattutto alla vita quotidiana dei soldati in quota – materiale che è stato consegnato al Museo della Grande Guerra di Spiazzo Rendena, dove potrà essere conservato e valorizzato.
“L'attività – dice ancora la Pat – ha interessato un'area di quasi tre chilometri quadrati, dai circa 2700 metri del punto più basso del ghiacciaio ai 3400 metri del Corno di Cavneto. Il personale forestale ha effettuato complessivamente sette salite sulla cresta tra il Cavento e il Folletto, cinque con il supporto del Nucleo elicotteri della Provincia autonoma di Trento e due a piedi, con rientro sempre a piedi. Ai controlli in quota si sono aggiunti quelli di Val di Borzago e in Val di Lares, anche con il supporto del personale di custodia”.
Come anticipato, accanto ai reperti, tra le rocce o nelle aree interessate dal progressivo ritiro dei ghiacci, possono essere presenti anche dei residuati bellici: “Per questo – conclude Piazza Dante – insieme alla vigilanza sui prelievi, gli operatori hanno fornito supporto alle attività di ricerca e bonifica degli ordigni condotte nello stesso periodo dai militari specializzati del 2° Reggimento genio guastatori di Trento”.














