Prima i boati poi le nubi che si alzano sopra gli alberi: brillano ordigni della Grande guerra, apprensione in valle: “La parola 'chimico' può preoccupare, ma area presidiata”
Succede nel territorio di Terragnolo, dove la vice-sindaca Rachele Zambelli interviene per fare chiarezza sulle operazioni di bonifica di alcuni residuati bellici in corso in località Sega-Passo Borcola

ROVERETO. Negli ultimi giorni – in particolare nei periodi compresi tra il 13 e il 16 ottobre e nella prima parte di questa settimana, tra il 19 e il 22 – nella zona di Passo Borcola, in località Sega nel Comune di Terragnolo, sono state programmate una serie di operazioni di “inertizzazione e brillamento” di residuati bellici risalenti alla Grande Guerra e recuperati nel territorio trentino.
A comunicarlo era stato il Commissariato del governo e ora la vice-sindaca facente funzioni, Rachele Zambelli, interviene per fare chiarezza sulle operazioni e rassicurare i cittadini – visto e considerato che, nella documentazione ufficiale del Commissariato, si specifica come i proietti siano “tutti a presunto caricamento chimico”.
Sui social infatti, e in particolare nei gruppi di Rovereto, era apparso un appello dopo uno dei brillamenti, chiedendo rassicurazioni su eventuali conseguenze ambientali legate alle operazioni. “Come amministratori e residenti della valle – replica dunque la Zambelli – la tutela della nostra salute e del nostro ambiente (incluso il bacino del Leno) è la priorità assoluta. Ecco perché riteniamo importante condividere i fatti”.
Le operazioni di bonifica degli ordigni, continua, provenienti dalla Vedretta di Nardi: “Sono gestite e coordinate unicamente dal Commissariato del Governo per la Provincia di Trento, in stretta collaborazione con la Brigata Alpina Julia, gli specialisti militari del Cetli-Nbc, i vigili del fuoco permanenti (nucleo Nbcr), i carabinieri e la protezione civile. Il Comune, per legge, non ha potere di decidere né il luogo né le modalità di brillamento, ma fornisce supporto per la viabilità e l'informazione locale”.
L'iter organizzativo, ricostruisce, si è svolto tramite due tavoli prefettizi: “Un primo incontro il 25 settembre e un secondo il 7 ottobre. Solo in quest'ultimo tavolo ci è stata confermata in via definitiva la data di inizio dei lavori (12 ottobre) e le modalità di chiusura della Strada provinciale 138. Immediatamente, l'8 ottobre, il Comune ha pubblicato gli avvisi sul sito istituzionale e in tutte le bacheche, informando la cittadinanza non appena le autorità statali hanno reso ufficiali i dettagli”.
“Comprendiamo perfettamente – continua la vice-sindaca – che la parola 'chimico' e la vista di fumi in lontananza possano destare apprensione. Ci teniamo però a precisare che le operazioni avvengono 'in fornello', cioè all'interno di buche scavate nel terreno, proprio per contenere l'esplosione e tutelare l'ambiente. L'area è costantemente presidiata da personale militare e sanitario altamente specializzato. Nonostante questo, ascoltando i timori dei cittadini su possibili ricadute ambientali, l'Amministrazione si è già attivata. Abbiamo inviato formale richiesta al Commissariato del Governo per avere rassicurazioni scritte e ufficiali sui rigorosi controlli e monitoraggi dell'aria e dell'acqua che sicuramente gli esperti Nbcr e i militari stanno effettuando sul sito. Inoltre, in accordo con la locale stazione dei carabinieri, abbiamo appena richiesto al prefetto la disponibilità per organizzare un incontro pubblico a Terragnolo”.
“Vorremmo che i responsabili del Commissariato – conclude Zambelli – insieme agli artificieri e ai vigili del fuoco, potessero spiegare direttamente alla popolazione, con chiarezza e trasparenza, i protocolli di massima sicurezza che stanno adottando. Siamo fiduciosi in un riscontro positivo da parte del Commissariato e ribadiamo che il Comune continuerà a seguire la vicenda con la massima attenzione, a tutela di tutta la comunità”.













