Ruspe in quota e scavi nelle praterie a 1.500 metri (FOTO). Ecco cosa succede sulla montagna
Le ruspe sono in azione a 1.500 metri nella piana delle Viote. Un intervento atteso per risolvere un paio di annose questioni. Le tempistiche non sembrano tra le migliori, cantieri aperti proprio in concomitanza del risultato della ricerca commissionata dal Comune che sconsiglia lavori di un certo tipo nel trattare la questione bacino in quota

TRENTO. Ruspe sul Monte Bondone, i mezzi meccanici sono operativi nella piana delle Viote. La previsione è di un doppio intervento in quota. Che succede? Un obiettivo è livellare un tratto di pista da fondo. Poi ci si sposta a monte del parcheggio per mettere in sicurezza la discesa degli slittini.
I terreni sono di proprietà del Comune di Trento e non rientrano nell'area della rete delle riserve mentre i lavori sono portati avanti da Asis.

Un cantiere nel mirino di Giulia Bortolotti, la consigliera comunale di Onda è preoccupata per un intervento che appare piuttosto invasivo pur per un intervento che dovrebbe essere limitato e che interessa una zona già intaccata a suo tempo dai lavori di riqualificazione della zona.

Nel collegamento tra il campo scuola e la pista Cercenari, nel tratto che transita sotto il ponte che collega Vason e Lagolo, c'è un annoso problema.

Una criticità causata sostanzialmente dalla conformazione che si è creata nell'aver costruito il passaggio sopra le piste: tende a formarsi un ristagno di acqua che rischia di spezzare la fruibilità della pista e soprattutto del campo scuola, naturalmente un servizio strategico. Già ogni stagione è complesso produrre neve e garantire un'offerta a pieno regime, la posizione abbastanza centrale del tracciato in pratica perennemente rovinato non rappresentava un grandissima immagine. La decisione di Asis è stata di riprofilare la pista per permettere un miglior deflusso, livellare l'area e ridurre così l'uso dell'innevamento programmato.

Terminato questo intervento, si passa poi sulla pista da slittino sul fronte tapis roulant e per rettificare la pendenza con l'intento di evitare che la discesa termini a ridosso del guardrail e della strada per girare dall'altra parte e quindi rendere più sicuro il servizio.

Interventi limitati che tuttavia richiedono un movimento terra importante, oltre all'uso delle ruspe, ma considerati necessari e che non rientrano nell'area della rete delle riserve e del biotopo. A lasciare perplessi forse può essere la tempistica.

Lavori che si svolgono proprio in concomitanza alla presentazione della ricerca di Università e Muse su commissione del Comune nell'ambito del progetto e del protocollo UniCittà (Qui articolo).
Questo studio sostanzialmente sconsiglia di realizzare un bacino alle Viote e, più in generale, azioni che possano incidere sull'ecosistema. L'area è di pregio, il ripristino e naturalizzazione delle praterie è un'operazione molto lunga.














