"Per raggiungere la vetta dell'Everest ci vuole il campo base e il Nevegal lo è". Preoccupazione per il futuro e non ci sono certezze nemmeno sul laghetto
Voluta dagli Sci club preoccupati per la stagione invernale in Nevegal, la riunione per fare il punto sulla situazione si è conclusa con qualche auspicio e poche certezze. Dal sindaco è arrivata la richiesta di date certe per l’avvio della stagione, mentre si lavora per lo stanziamento di fondi per un free skipass ai bambini. Dalla società alcune aperture, ma senza le autorizzazioni si può prevedere ancora poco

BELLUNO. “Ho chiesto l’incontro perché preoccupato dalle notizie lette. Non possiamo permetterci di non avere il Nevegal, di fare un programma, preparare i corsi e trovare poi le piste chiuse. Non possiamo infatti spostare altrove bambini di 5-8 anni e, se perdiamo il Nevegal, perdiamo anche loro”.
C’è timore nelle parole di Fiorindo Zanon, presidente Sci club Limana, in apertura della riunione sul futuro della stagione invernale sul Colle voluta proprio dal club e tenutasi nella sede del Collegio regionale dei maestri di sci. Grande assente, se non accenni di augurio che non ci sia maltempo, il clima e di certo nessun dubbio sull'opportunità di praticare ancora per anni tale sport a quote così basse.
Tuttavia in gioco c’è anche la componente sociale. “La sopravvivenza del Nevegal - nota Luigi Borgo, presidente del Collegio - è importante perché registriamo ragazzi che arrivano ai vertici dello sci italiano e sono cresciuti qui. Inoltre è un bacino importante per i futuri maestri: per raggiungere la vetta dell’Everest ci vuole il campo base e il Nevegal lo è. Ammiro gli altoatesini perché nelle riunioni litigano, ma poi trovano una linea e la seguono fino in fondo: così dobbiamo fare anche noi”.

Litigi in realtà non ce ne sono stati, ma nemmeno grandi certezze. Un po’ perché tutto dipenderà appunto anche dal clima, un po’ perché sul tavolo ognuno ha messo le sue carte in attesa di un successivo incontro (forse) per il prossimo mese. Il sindaco Oscar De Pellegrin ha infatti chiesto che alla società date certe per la partenza della stagione, così da dare intanto tranquillità a sci club, famiglie e istituzioni. “Con un calendario - afferma - possiamo ritrovarci tra un mese e capire se siamo in linea o se ci sono difficoltà”. Nel frattempo, il Comune farà un progetto di free skipass, mettendo una cifra per acquistare un certo numero di giornalieri e definire con gli sci club a quali ragazzi darli”.
Qualche segnale è arrivato poi da Dolomiti Ski Line, con Devis Biena che ribadisce l’intenzione di rimanere, ma “non avendo la bacchetta magica c’è bisogno degli strumenti per produrre neve, avere un impianto performante e far fronte a finestre di freddo sempre più compresse e inaffidabili”.
I nodi sono sempre quelli: la sciovia delle Erte è pronta ma manca l’autorizzazione della Provincia per montarla, così come quella per l’utilizzo della pista sintetica (usata al momento solo da privati). Nel frattempo “la vera svolta” sarà la concessione del laghetto per l’innevamento: il dialogo con il Comune è buono, assicura, e almeno la volontà è aprire le piste per Natale. “24 litri al secondo di possibilità di acqua - nota - significa 10-12 generatori di neve, quindi in cinque giorni possiamo innevare il Campo scuola e poi a seguire le altre piste”.
Appunto il laghetto: qui è il vicesindaco Paolo Gamba a far sapere che tutto è pronto, mancano solo le pompe per portare l’acqua (che saranno di competenza della società una volta avuta la concessione). “Per me - afferma - si potrà procedere con l’affidamento diretto, allargando la concessione già data per la strada”. Non ci sarà un bando quindi, ma sui tempi non si possono fare previsioni.
Non manca quindi un certo scetticismo in molti dei presenti, tra cui l’allenatore dello Sci club Trichiana Claudio Moro. “Serve più chiarezza - esorta - e stasera non l’ho sentita. Forse conviene parlare per piccoli progetti, ma reali: il laghetto non è pronto perché di fatto non è utilizzabile, mentre se si afferma che si apre a Natale allora vanno dati anche prezzi e maggiori sicurezza e organizzazione, che lo scorso anno sono mancate”. Così Alessandro Molin, direttore Scuola sci e snowboard Nevegal, che ritiene inutile un incontro tra un mese, ma anche un free skipass: “Troverei più corretto - rilancia - dare una mano alla società per compensare le giornate in cui si fatica a coprire i costi di gestione. Quello che serve è continuità di apertura da Natale a marzo, perché l'anno scorso abbiamo fatto il 50% in meno a causa anche di aperture a singhiozzo”.
Di tutta risposta, la promessa di Biena è di migliorare i canali di comunicazione, mentre per fine ottobre saranno chiariti i prezzi e la tipologia di skipass applicati. A una condizione: che il Comune decida sui fondi che metterà a disposizione. Quanto al free skipass per bambini di 7-10 anni, “crea un volano economico che porta dal 27% al 33% in più. Serve quindi una strategia economica - conclude - che ci permette di dare un servizio continuativo”.














