Sicurezza in pista, crisi sci alpino e rilancio ski college: come stanno gli sport invernali? "Troppa esasperazione nei risultati dei giovani. C'è un paradosso nello skialp"
La sicurezza sulle piste riservato allo sci alpino, con l'equiparazione degli standard tra allenamenti e gare, è un tema complesso: "Si lavora per creare un circuito". Il presidente della Fisi trentina, Mauro Bonvecchio: "Nello sci alpino la denatalità è sicuramente un problema ma incide anche l'eccessiva esasperazione che c'è fin da piccoli. Bene nello skicross e cresce il biathlon: aumentato il budget per le nostre squadre giovanili"

TRENTO. Un po' di crisi nello sci alpino e si affronta la questione legata all'irrigidimento delle norme in materia di sicurezza dopo le tragiche morti di Matilde Lorenzi e Matteo Franzoso. In ripresa il fondo mentre il biathlon è in crescita. Il salto è invece in un buon momento, trainato dalle Olimpiadi e ci sono segnali molto interessanti nello snowboard. Conferme nello scialpinismo ma c'è un nodo da sciogliere in vista dei Giochi invernali sulle Alpi francesi. Un obiettivo è quello di coinvolgere di più i giovani e rilanciare lo ski college del Trentino.
Per la stagione invernale è ancora relativamente presto ma questo è tempo di allenamenti e di raduni per preparare le gare e per mettere a punto la condizione fisica.
La novità in casa Federsci del Trentino è la guida con Mauro Bonvecchio in plancia di comando mentre a ottobre l'ultimo presidente (per due mandati) dovrebbe sbarcare nei quadri dirigenziali a Milano a livello nazionale (Qui articolo).
Il movimento trentino conta oltre 8 mila tesserati e 89 sci club che operano in 12 discipline. Poi ci sono i grandi eventi: la 3Tre a Campiglio, le tappe di coppa Europa in Val di Fassa, con il debutto di Pejo e il ritorno della Paganella nello sci alpino, e la conferma dello snowboard continentale sull'Alpe Cimbra.
Sempre in val di Fassa, c'è anche il ritorno della tappa di coppa del mondo femminile, inizialmente assegnata a Crans Montana, e la conferma della coppa del mondo ski cross a San Pellegrino, oltre al telemark di Pinzolo. Confermati poi Tour de Ski e la coppa del mondo di combinata nordica in val di Fiemme.
Tra le questioni più complesse c'è quello legato alla questione della sicurezza in pista. Aspetto centrale anche in un recente convegno a Rovereto, con ospite il numero uno nazionale Flavio Roda, organizzato nella sede di Trentino Sviluppo da Fisi (con ospite anche il numero nazionale del Comitato Flavio Roda) e dall'associazione roveretana per la giustizia. Un tema che segue le drammatiche morti di Matilde Lorenzi sul Senales e Matteo Franzoso in Cile. L'anno scorso è stata disposta un'equiparazione tra allenamento e gare. Non c'è più differenza negli standard dei tracciati (Qui articolo).
"E' un tema fondamentale ma questa modifica sull'omologazione mette un po' in difficoltà gli impiantisti e gli sci club perché aumentano i costi e rende l'organizzazione più complessa", commenta Bonvecchio. "C'è un tavolo di lavoro tra Fisi, Provincia e società impianti. L'idea è di individuare una pista per ogni destinazione da utilizzare per gli allenamenti e così creare un circuito da promuovere e veicolare anche tramite le piattaforme e le app".
L'orizzonte è di potenziare il movimento femminile. "Si può fare ancora molto per sostenere le atlete. C'è anche una precisa richiesta da Milano in questa direzione, una direttiva che intendiamo seguire con attenzione e convinzione".
Sci alpino che, però, sul territorio non appare in formissima, non solo per l'ascesa di altri sport, anche legati alla neve. "C'è effettivamente un po' di sofferenza e speriamo che ci possa essere la grande crescita di Laura Pirovano possa trainare il settore, soprattutto nelle giovani generazioni", prosegue Bonvecchio. "La denatalità è sicuramente un problema ma incide anche l'eccessiva esasperazione che c'è fin da piccoli tra gare, allenamenti, performance e aspettative, anche da parte dei genitori che vogliono subito i risultati: si deve compiere un passo indietro".
E un altro progetto, come quello piste affidato a una commissione speciale coordinata dal neo consigliere eletto Romano Masè, è rafforzare le potenzialità dello ski college. "L'intenzione più in generale è di migliorare le iniziative con le scuole e implementare le reti presenti sul territorio, poi c'è un'ipotesi di coinvolgere dei consulenti esterni per ampliare il ventaglio di proposte e rilanciare questa struttura".
Ha visto tempi migliori anche il fondo, tuttavia qualcosa si muove, forte delle ultime Olimpiadi (Qui articolo). "Qui si deve essere bravi a sfruttare il rinnovato stadio di Tesero, il Centro è diventato federale e le strutture sono di altissimo livello. Ma non dimentichiamo anche le attività in val di Sole, Primiero, sul Monte Bondone oppure a Brentonico: operano centri dedicati ai giovani. Questa disciplina è un po' in crisi di attrattività e trovare soluzioni non è semplice ma ci sono margini di miglioramento, soprattutto nei format delle gare. Ci sono possibilità di rilancio perché ci sono profili veramente interessanti e di prospettiva da sostenere e accompagnare nel percorso come Thomas Maestri e Alice Leoni, già in orbita azzurra".
Altri settori sono decisamente più in salute. "Il fondo è un po' in concorrenza con il biathlon, che è in forte crescita perché affascinante e particolare", continua il presidente della Federsci. "C'è una domanda in aumento anche in Trentino, tanto che è stato aumentato il budget per la nostra squadra giovanile. Bene anche lo skicross: il nostro Comitato è stato il primo in Italia a puntare in questa disciplina e oggi si raccolgono i risultati, la punta di diamante è Simone Deromedis ma alle sue spalle c'è un bel movimento".
Il salto beneficia della visibilità e degli investimenti garantiti dalle Olimpiadi (Qui articolo) e lo scialpinismo è una garanzia in Trentino ma in quest'ultimo caso c'è un ma. Innanzitutto per le difficoltà nel normare l'uso delle piste, poi nel debutto ai Giochi i format sono di velocità e "perché Davide Magnini e Federico Nicolini sono i più forti in Italia ma non rientrano nel giro azzurro in quanto non appartengono ai gruppi sportivi. L'impegno è di approfondire la questione e sanare questa situazione paradossale per le kermesse a Cinque cerchi delle alpi francesi 2030, edizione che prevede l'inserimento nel programma della disciplina individual. Il lavoro è tanto ma il direttivo è professionale, preparato, appassionato e motivato", conclude Bonvecchio.












