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Trento
05 ottobre | 06:00

Sciare è sempre più caro, gli impiantisti: "Scelta difficile e sofferta però dall'energia alla produzione di neve ci sono più costi ma si può risparmiare"

Anche questa stagione si parte con i rincari negli skipass, probabili altri ritocchi ai prezzi lungo tutta la filiera. La presidente di Anef, Valeria Ghezzi: "Sull'Alpe Tognola, per esempio, nonostante un ottimo accordo il costo dell'energia è cresciuto di circa il 20% e anche le materie sono aumentate: un impianto è passato da 3 a 7 milioni". Sulle Olimpiadi: "Enorme visibilità e speriamo ci siano i benefici, ma la legacy è anche nel rispetto degli accordi e nel completamento delle opere che sono state promesse"

Sciare è sempre più caro, gli impiantisti: Scelta difficile e sofferta però dall'energia alla produzione di neve ci sono

TRENTO. Sciare costa di più, ritocchi nei prezzi degli skipass sulle Alpi e probabile che ci siano adeguamenti un po' lungo tutta la filiera. La settimana bianca è ogni stagione un po' più cara a fronte, almeno per il mercato italiano, di stipendi piuttosto fermi con ripercussioni sulla capacità di spesa. Un discorso che caratterizza le settimane che precedono l'avvio dell'inverno. Le vacanze sono sempre meno economiche, ma poi parte l'assalto e così a fine stagione le destinazioni di montagna ritoccano i record e le stazioni sono più che soddisfatte. Ma prima o poi questo continuo rialzo potrebbe portare a una spirale discendente dei flussi?

 

Intanto il Consorzio Dolomiti Superski, il gigante della neve che riunisce 12 comprensori tra Alto Adige, Trentino e Bellunese con un'offerta di 1.200 chilometri di piste e 450 impianti, ha già definito il listino prezzi: +3,5% circa (Qui articolo). Ma questo trend è abbastanza delineato e comune sulle Alpi. Una dinamica che già l'anno scorso era finita nel mirino delle associazioni a tutela dei consumatori (Qui articolo).

 

"E' vero i prezzi degli skipass vengono aumentati", le parole di Valeria Ghezzi, presidente di Anef e di Funivie Seggiovie San Martino, presidente di Fianet (gli impiantisti europei) e vicepresidente di Federturismo Confindustria. "Non è una decisione che le società impianti prendono serenamente, tuttavia gli investimenti che vengono portati avanti durante tutto l'anno sono davvero importanti. C'è un enorme impegno per preparare la stagione e poi arriva l'apertura delle stazioni che richiede ulteriori risorse perché ci sono condizioni complesse che spingono in alto i costi di gestione come l'energia per far girare gli impianti e i sistemi per la produzione di neve. A questo si aggiunge che l'inflazione si attesta al 4,5% di media ma anche che abbiamo rinnovato il contratto di settore con un recente forte aumento degli stipendi e un altro scatto previsto nella primavera del prossimo anno".

 

Così diventa inevitabile, per le società impianti, riversare qualche costo sul listino prezzi. "Una media contenuta, siamo intorno al 3% in più rispetto alla passata stagione", spiega Ghezzi. "Ma sull'Alpe Tognola, per esempio, nonostante un ottimo accordo il costo dell'energia è cresciuto di circa il 20% nel tempo. Anche le materie sono aumentate: nel 2019 per riqualificare un impianto e posizionare una seggiovia a 6 posti abbiamo investito 3 milioni. Nel 2026 in un altro intervento, simile per dimensioni e caratteristiche, siamo a 7 milioni".

 

Costi che salgono ma che non sembrano scoraggiare gli sciatori, con le ultime stagioni in Trentino e in Alto Adige particolarmente positive, tanto che Campiglio (per il periodo di altissima stagione) ha varato i "numeri chiusi" (o "ideali") sulle piste della skiarea (Qui articolo).

 

"E' naturale che ci sia qualche scrupolo in questa decisione di aumentare i prezzi perché il rischio è quello di creare qualche difficoltà alle famiglie", continua Ghezzi. "Un'altra preoccupazione riguarda la crisi in Germania. Le valutazioni però sono state approfondite e sono state effettuate le analisi del caso. E gli sciatori trovano tante formule per ridurre il peso degli skipass: gruppi e sci club, promozioni family e per residenti, Skirama, Dolomitisuperski e Consorzi, prezzi dinamici, pay-per-use e acquisti online. C'è un ampio ventaglio in questo senso e si possono trovare molti sconti durante tutta la stagione".

 

Meteo sereno e stabile, l'indirizzo di puntare sulla destagionalizzazione e sugli eventi, i flussi di arrivi sono ancora sostenuti e molti impianti ancora aperti per le ultime corse, tuttavia è tempo di preparare la stagione invernale, ancora strategica nel modello turistico. Ormai le incertezze sono più delle certezze ma i mercati sono già attivi.

 

"Il mercato estero si muove già piuttosto bene, in particolare Polonia e Repubblica Ceca, e gli scenari internazionali non sembrano in questo momento incidere particolarmente sulle scelte delle vacanze", evidenzia la numero uno degli impiantisti. "Ci sono riscontri anche su quello italiano, anche se in questo caso le valutazioni sono ancora molto premature. Una nevicata a fine autunno oppure a inizio inverno sarebbe la miglior campagna promozionale".

 

Il motore dell'industria delle neve è già acceso. "Ci sono fattori esterni che non possiamo controllare ma la prospettiva è orientata all'ottimismo. L'impegno è massimo e non si lascia nulla al caso per predisporre un'offerta di qualità. Nonostante difficoltà e incertezze, le ultime stagioni sono state positive".

 

Questo sulle Alpi e sulle Dolomiti, non si perdono di vista neppure gli Appennini, reduci finalmente da un'ottima stagione. "E' stata una boccata d'ossigeno. Inoltre i bandi ministeriali sono importanti per garantire la forza di investimento, rinnovamento e modernizzazione. Queste località sono fondamentali per tutta la filiera perché significano indotto e tenuta sociale ma sono anche dei campi scuola per avvicinare gli sciatori alla montagna e alle quote più alte".

 

La prima stagione dopo le Olimpiadi Milano Cortina, un grande evento che però ha creato qualche difficoltà alle stazioni sciistiche a ridosso delle venue, finite in sofferenza (Qui articolo). C'è un certo nervosismo a Bormio sugli investimenti non ancora terminati per migliorare la fruibilità dell'area (Qui articolo). "I Giochi sono stati un grandissimo appuntamento e hanno garantito un'enorme visibilità che speriamo possa portare benefici. Certo, la legacy si traduce anche nel rispetto degli accordi e nel completamento delle opere che sono state promesse", conclude Ghezzi. 

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