Settimana bianca, ma quanto ci costi? Da Dolomiti Superski (+3,6%) a Livigno (+8,3%) ecco gli aumenti: "In 4 anni skipass saliti del +38%: rincari ingiustificati e inaccettabili"
Un aumento medio del 3% rispetto all'inverno scorso e in alcuni casi si sfiora il +40% rispetto a 4 anni fa. Anche l'Osservatorio italiano del turismo montano Jfc evidenzia un rincaro dei prezzi in generale

TRENTO. La settimana bianca è sempre più cara, un aumento medio degli skipass del 3% rispetto alla stagione scorsa e un rialzo che si attesta a +38% nell'arco di quattro inverni. L'analisi è di Assoutenti. Ma la crescita non riguarda solo l'accesso agli impianti, i ritocchi ci sono un po' lungo tutta la filiera del turismo montano dagli hotel ai bar.
I prezzi degli skipass crescono negli abbonamenti stagionali e in quelli giornalieri. A Livigno per esempio il ticket per adulto in alta stagione sale del +8,3% mentre siamo a +4,8% sul Sestriere e sugli impianti in orbita Vialattea. Il giornaliero sul fronte Dolomiti superski cresce del +3,6% mentre la prevendita stagionale. In linea La Thuile, Cervinia e Courmayeur.
Il report di Assoutenti poi opera un confronto tra le tariffe della stagione invernale 2025/26 e quella del 2021/2022 con rincari a doppia cifra percentuale. Un +38,5% a Livigno (si passa da 52 a 72 euro per un giornaliero adulto), leggermente più contenuti i costi nel comprensorio Ski Civetta (+34,6%), Vialattea (+30,7%), Bormio (+30,4%), Valle d'Aosta e Dolomiti Superski (+28,4%) e Courmayeur (+23,2%).

Ma i rincari riguardano ogni aspetto della settimana bianca, si parte dalle strutture ricettive e dai ristoranti. L'analisi di Assoutenti sulla base dei dati Istat evidenzia che i prezzi negli ultimi 4 anni hanno seguito una dinamica abbastanza uniforme. Un aumento medio del +26% in Valle d’Aosta, +32,8% nelle località di montagna del Veneto, +36% in quelle dell’Alto Adige. I servizi legati alla ristorazione sono invece rincarati del +15,7% in Valle d’Aosta, +26% nelle province di Bolzano e Belluno. E ulteriori aumenti si prospettano anche per la stagione 2025/2026.
"I nuovi rincari applicati dagli operatori turistici appaiono del tutto ingiustificati e inaccettabili perché l’inflazione in Italia è sotto controllo e perché le tariffe energetiche che nel 2022 avevano aggravato i costi a carico dei gestori degli impianti sono tornate alla normalità", commenta Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti. "Prezzi e tariffe aumentati al punto tale da spingere una consistente fetta di cittadini a rinunciare del tutto alla classica settimana bianca: non a caso i numeri ufficiali hanno registrato lo scorso anno una forte contrazione delle presenze in montagna, con circa 1 milione di italiani in meno sulla neve, che arrivano a -4 milioni rispetto al 2023".
Aumenti che trovano riscontro anche dai dati elaborati dell'Osservatorio italiano del turismo montano di Jfc. Trascorrere un soggiorno invernale sulla neve costerà, nell'inverno 2025/2026, in media il 5,8% in più rispetto all'anno scorso. Per una settimana bianca, la spesa media di un adulto è stimata in circa 1.545 euro, mentre una famiglia di tre persone va a spendere circa 4.017 euro (+6,3%). Un week end sulla neve comporta un costo medio di 622 euro per un adulto e 1.773 euro per una famiglia (+8,8%).
Negli esercizi ricettivi la forbice delle variazioni è tra il +9,7% per i week end e il +6,3% per la settimana bianca nei periodi di alta stagione. Le scuole di sci +4,9% e servizi di bar o ristorazione a +5,5%. Questo sulla carta perché la vacanza sulla neve costa ogni inverno un po' di più ma ci sono riduzioni, scontistiche tra pay-per-use, prezzi dinamici, offerte, politiche tariffarie che variano da destinazione a destinazione, da struttura a struttura e così via a confondere la fotografia dei prezzi.
Costi che salgono ma che non sembrano scoraggiare gli sciatori, con le ultime stagioni in Trentino e in Alto Adige particolarmente positive tanto che Campiglio (per il periodo di altissima stagione) prevede i "numeri chiusi" (o "limitati") sulle piste della skiarea.












