Neve (ancora) grande assente ma code e piste affollate, il circo bianco non sembra conoscere crisi: "Ottimo periodo e il sistema regge con l'innevamento programmato"
L'utilizzo dell'elicottero per salvare il ponte dell'Immacolata sul monte Bondone oppure il ricorso all'enorme macchinario che produce neve a temperature positive per aprire dopo tre anni la Panarotta sono solo alcuni degli esempi della resistenza di un settore che resta un motore del territorio tanto che Campiglio ha avviato la sperimentazione in questa fase del "numero ideale"

TRENTO. Code agli impianti, strutture ricettive sostanzialmente sold out e locali pieni. Il Natale e (soprattutto) il Capodanno fino all'Epifania si conferma un momento fortunato e centrale per le montagne trentine. I prezzi dell'altissima stagione non sembrano frenare le prenotazioni e le polemiche sui ritocchi ai listini evaporano a fronte di un trend consolidato.
"Sicuramente è un periodo positivo", commenta Valeria Ghezzi, presidente di Anef e di Funivie Seggiovie San Martino. "La montagna piace e l'offerta sci conferma la propria attrattività". Un comparto che dovrebbe reggere nonostante le difficoltà e le incertezze, soprattutto dettate da una crisi climatica sempre più evidente. L’Osservatorio Italiano del Turismo Montano di Jfc parla "per il turismo della neve sarà una stagione di crescita contenuta ma solida". Si stimano "+3,8% di presenze complessive, grazie al forte incremento degli ospiti stranieri (tra +8% e +8,8%) che compenserà la riduzione delle presenze italiane (-3,9%) e il consistente calo dei giornalieri (-14,5%)".
La Federazione Nazionale dell'Industria dei Viaggi e del Turismo del sistema Confindustria, sempre con base i dati elaborati da Jfc, evidenzia che "il fatturato complessivo della filiera della montagna bianca italiana raggiungerà i 12 miliardi e 101 milioni di euro, con un incremento del +3,6% rispetto alla scorsa stagione". Qualche problema sul mercato Italia ma che sono ancora contenuti, meglio i turisti dall'estero. Una stagione che beneficia - in particolare per Trentino, Alto Adige, Veneto e Lombardia - anche del volano delle Olimpiadi sempre più vicine.
Senza entrare troppo nel merito di iniziative poco coerenti per contesto oppure proposta rispetto alla montagna tra battipista che sparano fuochi d'artificio o locali che mettono in campo un divertimento da altre destinazioni, le immagini e i video raccontano, volenti o nolenti, di eventi molto partecipati. Piste aperte e affollamento sulle montagne, ma con una grande assente fino a oggi: la neve naturale.
Qualcosina a novembre, poco ancora a ridosso di Natale più per regalare un paesaggio invernale che per necessità tecniche. In generale il mese di dicembre trascorso a temperature piuttosto elevate ma il circo bianco non si è fermato e ha sfruttato le finestre fredde per produrre neve e arrivare preparati al momento clou, un periodo che non si può sbagliare e che ha un peso specifico fondamentale sul resto della stagione.
L'utilizzo dell'elicottero per salvare il ponte dell'Immacolata sul monte Bondone oppure il ricorso alla snow4ever (enorme macchinario che produce neve a temperature positive) per aprire dopo tre anni la Panarotta sono solo alcuni degli esempi della resistenza di un settore che resta un motore del territorio tanto che Campiglio ha avviato la sperimentazione in questa fase del "numero ideale" per gestire i flussi, migliorare esperienza e sicurezza.
Insomma, nonostante un inverno piuttosto secco, caratterizzato fino adesso da temperature alte per il periodo e inversioni termiche sempre più frequenti, l'industria delle neve tira e tra molti sforzi le piste sono in larghissima parte tutte aperte. Ormai si scia solo su neve programmata. L'inverno è lungo ancora, si possono sfruttare le finestre fredde per sistemare qualche situazione (con il bilancino dell'acqua) e qualche precipitazione è attesa. Il comparto resta fiducioso. Anche nella peggiore delle ipotesi a fine stagione in qualche modo si arriva e si viaggia a pieno carico.
"La neve programmata è più resistente e assicura continuità operativa. A questo si aggiunge una manutenzione dei tracciati e una cura della destinazione che è costante. Non ci sono dubbi in questo senso e la stagione è garantita. C'è un buon livello di prenotazioni anche per il resto dell'inverno. La speranza poi è che possa nevicare perché il paesaggio invernale è sempre migliore e più attrattivo, inoltre è un veicolo promozionale formidabile e spontaneo che stimola il mercato e le richieste", conclude Ghezzi.












