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Trento
21 ottobre | 18:43

“La nube di fumo legata a ordigni convenzionali”. Brillamento di residuati della guerra: ecco la relazione ufficiale (e come si gestiscono le cariche chimiche)

La questione era emersa negli scorsi giorni nel territorio di Terragnolo, dopo alcune segnalazioni sui social legate alle operazioni di brillamento di ordigni risalenti alla Grande Guerra. Le autorità comunali avevano quindi chiesto ulteriori rassicurazioni al Commissariato del Governo: ecco le loro parole

“La nube di fumo legata a ordigni convenzionali”
di Redazione

ROVERETO. Le “nubi” di fumo presenti nelle segnalazioni? Erano legate a cariche convenzionali mentre per quelle chimiche – poche tra l'altro nel computo totale di quelle bonificate – si attua un processo particolare per l'inertizzazione della sostanza contenuta - che viene rinchiusa in appositi contenitori. Sono queste alcune delle precisazioni che arrivano dal Commissariato del Governo per la Provincia di Trento, che ha fornito al Comune di Terragnolo una dettagliata relazione circa le operazioni di bonifica di ordigni della Grande Guerra – alcuni dei quali anche a caricamento chimico – in località Sega-Passo della Borcola, nel territorio comunale di Terragnolo.

 

La questione era emersa negli scorsi giorni (Qui Articolo), dopo un appello apparso sui social in seguito a uno dei brillamenti per chiedere rassicurazioni su eventuali conseguenze ambientali legate alle operazioni. In prima battuta era intervenuta la vice-sindaca facente funzioni, Rachele Zambelli, che aveva fatto il punto sulle operazioni in corso e confermato di aver inviato “formale richiesta al Commissariato del Governo per avere rassicurazioni scritte e ufficiali sui rigorosi controlli e monitoraggi dell'aria e dell'acqua”. Rassicurazioni che, come detto, sono arrivate nella forma di una dettagliata relazione, che spiega chiaramente sia le misure di sicurezza che la natura dell'intervento.

 

“In primo luogo – si legge nel documento – si evidenzia che le operazioni di bonifica vengono condotte nel rispetto della normativa vigente e degli specifici protocolli di sicurezza previsti, sia a tutela della popolazione sia a salvaguardia dell'ambiente. Alle attività partecipano personale specializzato del Centro tecnico logistico interforze di Civitavecchia, con comprovata esperienza nel settore, personale del nucleo specialistico di Trentino emergenza, della Croce rossa italiana e del corpo militare della Croce rossa, nonché dei vigili del fuoco permanenti di Trento, unitamente agli operatori del 2° Reggimento genio guastatori”.

 

Con riferimento all'immagine allegata – visibile in copertina: si tratta di quella pubblicata dalla segnalazione originale sui social – il Commissariato precisa: “Si rappresenta che la cortina di fumo visibile è riconducibile agli effetti tipici della detonazione di un ordigno a caricamento convenzionale. Al riguardo, si precisa che nel corso delle operazioni finora condotte, soltanto un numero limitato di residuati bellici è risultato contenere agenti chimici”.

 

“La detonazione in superficie di un ordigno a caricamento convenzionale – continuano le autorità – determina la formazione di un'onda d'urto e di una cortina di fumo che si disperde nell'atmosfera in tempi brevi, consentendo la prosecuzione delle attività da parte del personale operante. Diversamente, nel caso degli ordigni a caricamento chimico, la carica esplosiva di limitata entità utilizzata per praticare un'apertura nell'ordigno non è finalizzata alla detonazione dell'agente chimico contenuto, ma esclusivamente alla realizzazione di un foro attraverso il quale la sostanza viene successivamente estratta e inertizzata in appositi contenitori. Il materiale così trattato viene infine trasferito in un sito di stoccaggio dedicato, a cura degli operatori del Cetli”.

 

Le autorità confermano inoltre, si legge in conclusione nella relazione: “Che il nucleo Nbcr dei vigili del fuoco di Trento ha effettuato, nei giorni scorsi, specifiche attività di analisi, campionamento e monitoraggio ambientale nell'area interessata dai brillamenti, avvalendosi di strumentazione idonea al rilevamento di eventuali sostanze chimiche. Al termine delle verifiche effettuate nell'ambito dei controlli giornalieri, non è stata rilevata la presenza di agenti chimici nocivi per l'ambiente o per la salute”.

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