Scoperto un bossolo di fucile della Grande Guerra con dentro un pezzetto di giornale: "Il viso di una donna e i sogni di un soldato, è un frammento di vita dal fronte"
Il ritrovamento in Val di Ledro raccontato da Matteo Motter, presidente del Museo Guerra Fronte Adamello: "Questi ragazzi non combattevano e basta, ma dovevano vivere e sopravvivere. Anche leggendo un giornale, sognando una macchina fotografica o innamorandosi del volto di una donna"

TRENTO. Un piccolo bossolo tagliato, al suo interno un rotolino di carta: un frammento di giornale rimasto nascosto per oltre un secolo, con la pubblicità di una macchina fotografica su un lato e quello che sembra essere il volto di una giovane donna sull'altro. È un piccolo pezzo di quotidianità della Grande Guerra quello riemerso nei giorni scorsi in Val di Ledro, un oggetto che racconta qualcosa della vita dei soldati al fronte, al di là delle battaglie e dei combattimenti.
A raccontare il ritrovamento a il Dolomiti è Matteo Motter, presidente del Museo Guerra Fronte Adamello "Recuperanti in Val Rendena", che spiega come il reperto sia stato rinvenuto la scorsa settimana in una zona che durante il primo conflitto mondiale si trovava sotto il controllo austroungarico.

"Il ritrovamento è stato effettuato in Val di Ledro in direzione Riva del Garda – spiega Motter – in una zona austroungarica, come testimoniano anche le scritte in tedesco sul frammento di giornale recuperato. Si tratta di un bossolo di un proiettile da fucile, tagliato nella parte superiore. Era una pratica che si verificava quando i soldati realizzavano ad esempio un accendino da trincea, un oggetto di trench art, oppure altri piccoli strumenti come un pennello da barba".
In questo caso, però, il bossolo aveva assunto una funzione diversa: era diventato una sorta di piccolo astuccio. "All'interno era stato infilato un rotolino di carta con un frammento di giornale – racconta Motter – e da un lato c'è la pubblicità di una macchina fotografica, dall'altro il viso di una giovane ragazza".

La carta, ancora umida al momento del ritrovamento, è stata recuperata con pazienza e distesa per cercare di conservarne quanto più possibile ma le informazioni rimaste, tuttavia, sono troppo frammentarie per risalire alla testata dalla quale proveniva. Il valore del ritrovamento, sottolinea il presidente del museo, non risiede tanto nelle parole stampate su quel foglio, quanto in ciò che l'oggetto riesce a raccontare della vita di chi lo aveva conservato.
"Questo bossolo ci restituisce uno spaccato della quotidianità di oltre 110 anni fa. È un pezzettino di storia molto importante – prosegue Matteo Motter – perché ci racconta che questi ragazzi non combattevano e basta, ma dovevano anche vivere e sopravvivere. E magari leggere un giornale, sognare una macchina fotografica nuova attraverso un annuncio pubblicitario oppure innamorarsi del volto di una donna pubblicato su quelle pagine".
Un frammento di carta, dunque, che apre una piccola finestra sulla dimensione più umana della guerra: sui gesti ordinari, sulle curiosità e sui pensieri che potevano accompagnare le giornate dei soldati, anche nel mezzo di un conflitto.
"Abbiamo subito agito sul reperto – chiosa Motter – aprendolo e stendendo il pezzo di giornale. A breve lo esporremo nel nostro museo, in una vetrina dedicata, dove potrà essere ammirato dai visitatori".














