"Noi non possiamo entrare", e vicino due giovani dalla pelle nera: cartelli shock di matrice razzista appesi nei parchi, scoppia la bufera
I manifesti, raffiguranti due giovani con la pelle nera e scritte in diverse lingue, sono comparsi nei parchi della provincia: a rivendicare l'azione il Comitato Remigrazione e Riconquista. Bufera in provincia e condanna

BRESCIA. "Noi non possiamo entrare", questa la scritta su diversi cartelli appesi in diversi parchi pubblici della provincia di Brescia e raffiguranti due giovani con la pelle nera. Le segnalazioni arrivano da Sarezzo, Gardone Valtrompia, Lumezzane e Collio e a rivendicare l'azione è il gruppo che si firma come "Comitato Remigrazione e Riconquista Brescia" che sottolinea i toni volutamente provocatori.
Sui cartelli la scritta è indicata in diverse lingue e il la motivazione indicata dal gruppo è quella di sottolineare situazioni di degrado, spaccio e altre problematiche che il gruppo riconduce anche all'immigrazione, richiedendo maggiori controlli.
La maggior parte dei cartelli sono stati rimossi ma ad alzarsi è stato un vero e proprio polverone di reazioni di condanna: a prendere le distanze dall'accaduto il l'amministrazione di Gardone Valtrompia ribadendo che nessuno deve essere escluso dalla frequentazione dei parchi.
A prendere posizione anche l'assessore di Sarezzo Giovanni Gatta che condanna "con fermezza quest'iniziativa", ribadendo che Sarezzo è "una comunità fondata su convivenza e rispetto reciproco".
Una dura condanna è arrivata anche da Alleanza Verdi e Sinistra Brescia che ha definito il fatto inaccettabile.
"I manifesti comparsi in Valtrompia chiaramente razzisti - si legge in una nota - sono una azione politica inaccettabile e vergognosa. In un momento carico di tensioni sociali, legate a problemi economici e a rincari generalizzati, c'è chi spera di lucrare consenso alzando il livello della tensione per dividere la società in buoni e cattivi. Individuando ovviamente nei migranti il capro espiatorio di situazioni assai piu complesse".
Avs specifica di sapere bene "chi si nasconde dietro l'ennesimo comitato: destre estreme e fascismi vari, soliti imbrattare i muri della provincia di slogan nostalgici e lettere celtiche".
A condannare le affissioni anche il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia Diego Zarneri che spiega come sia "un gesto che non appartiene alla nostra cultura politica". E poi che "chi vuole garantire parchi vivibili, contrastare il degrado e far rispettare la legge lo fa attraverso le istituzioni democratiche e il lavoro quotidiano delle forze dell'ordine, non con gesti che finiscono solo per danneggiare il tessuto civile delle nostre comunità".














